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Full text of "Tributi d'ossequio della città di Milano a sua eminenza il Signor Cardinale Carlo Gaetano Stampa, in congiuntura della di lui elezione a questo Arcivescovado, promozione alla Sacra Porpora, e solenne ingresso nella suddetta Metropoli, seguito agli 10. maggio 1739 : opera ..."

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TRIBUTI 

D’OSSECLUIO* 




TRIBUTI DOSSEQUIO 

DELLA CITTA’ DI MILANO 

A SUA EMINENZA 

IL SIGNOR CARDINALE 

CARLO GAETANO 

STAMPA 

IN CONGIUNTURA 

Della di Lui Elezione a quello Arcivelcovado , 
Promozione alla Sacra Porpora, e {bienne Ingreflb 

nella fuddetta Metropoli , 

Seguito agli io. Maggio I73p. 

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OPERA DEDICATA 

AGL’ILLUSTRISSIMI, ED ECCELLENTISSIMI SIGNORI 

VICARIO DI PROVVISIONE 

DON ALBERTO VISCONTI 
D ARAGONA J.C.C, 

E SESSANTA DECURIONI 
DELLA STESSA CITTA' ECC“^ 

Dal di lei Segretario 

J.C.C.C. GABRIO PERABO’; 

IN MILANO, Nella Regio -Ducal Corte , per Giufeppe Richino Malatefta , 

StampatoreRegio- Camerale , e della Città . 


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Ella florica efpofizione delfolenne 
primo Ingrefso in quefla Infìgne Metropoli fatto 
da Sua Eminenza il Signor Cardinale COÌRLO 
GAETANO STAMPA noftro acclamato Ar- 
civefcovo, che bo l'onore di prefentare alle EE. VT^. 
fi ravviva il f mrnio giubilo , che ufct a palefarfi 

* 3 fui 


fui jOQÌto di tutti ì Cittadini nel faujìo giorno 
di quella' maeftofa Funzione , a cui diede FEc- 
cellentifsiino Generale Confìglio tanto pregio , e 
ornamento , colla magnificenza delle fue Comparfe, 
e colF accompagnamento de' fuoi Decurioni , la 
prefenza dei quali , per antica qualificata Nobil- 
tà , per Cariche , ed eccelfì titoli , e ajfai più per 
fama di V'irtà celebratifsimi , baflava da sé fola 
a rendere decorofa F inaugurazione paflorale . Il 
tributo dell’ opera è dovuto alle EE. per 

molti riguardi] dovuto perchè quanto in lei fi 
deferivo di grandiofo fu idea delF eccelfa lor 
mente , fu una fplendida riprova del magnanimo 
loro fpir ito ; dovuto perchè i meriti fublimi dell’ 
Eminenza Sua , a cui fi diedero le fefiofe dimo- 
firazioni del pubblico godimento in accoglierla , 
fono gloria della Patria sì degnamente rappre- 
fentata dalle EE. ( come pure fono quelli 

delF Eminentifsimo CORK) nello feorfo Luglio 
promofso alla Sacra Porpora , e di molti altri 
Nazionali Prelati dal Regnante, Sommo Ponte- 
fice in quefl’ anno premiati di ragguardevoli 
Nunziature , ed onorifiche J\4itre)] dovuto final- 
mente per ragione del comando di farne la de- 
fcrizàone venuto dalle EE. VN . , e per effere io 
( che ho avuto Fonare di efeguirlo ) tutto ' loro 
dipendente , e per ' obbligazione , e per ofsequio , 
col 'deeòrofo Carattere di Segretario della Città 
Eccellenttfsima , &ià da più anni cofìferitomi 

dalla 


dalla generofa loro munificenza . Mi ritraeva 
dal dedicare a sì gran Confefso qtiefla fatica 
V incolto filile della mia penna {adattato per altro 
in alcun modo alla fincerità del Racconto Ifilo- 
rico) , che non merita giammai di comparire fre- 
giato dei lumino fi nomi delle EE. T^V^.y non cor- 
rifipoìidendo alla maefià dell argomento , ed alla 
grandezza de Mecenati; Ma con impulfio più 
forte mi ha poi mofiso il rifiettere , che la dedi- 
cazione fiervirehbe ad eccitare ima delle virtù 
proprie dei grandi loro animi , quaV è quella di 
accogliere con henignifisima degnazione ancora le 
picciole offerte . Quanti perciò fono i titoli y onde 
efice alla luce , qualunque fia , qiiefii Opera fiotto 
i fielicifisimi aujpicj delle EE. , altretanti 
fiojto i motivi y che mi fanno fiperare dal nobilifi- 
fimo loro Cuore gradimento delV animo , con cui 
la prefiento , e compatimento alla tenuità di ciò y 
che vengo a prefi mtare . Supplico riverentemente 
le EE. W* a voler deir uno , e deW altro onorar- 
mi y e con rifipettofifisima rafisegnazione manchino 
Delle EE. VV. 

Milano 29. Dicembre 1739* 


Umilifsmo y òbhligatifsmo Servidore 
Gabrio Perabò . 


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NOMI 

DF SIGNORI SESSANTA DECURIONI 
DELL’ ECCELLENTISSIMO 
GENERALE CONSIGLIO 
DELLA CITTA’ DI MILANO. 

Conte Don Giorgio Rainoìdi . 

Marchcfe Don Girolamo Ferrari 
Marchele Don Giacomo Fagnano 
Conte Don Giuieppe Vifconti . 

Marchefe Don Girolamo Talenti Fiorenza Gentiluomo della 
Camera di S. M. C. C« 

Marchefe Don Agoftino Orrigone Colonnello di Cavallerìa^' 
Corrazze di S. M. C. C, 

Conte Don Antonio Pietrafanta / 

Conte Don Uberto Maria deir Orto 

Duca Don Gabrio Sorbellone Grande di Spagna 

Marchefe Don Scaramuccia Vifconti . 

Don Attilio Lampugnano Vifconti . 

Conte Senatore Don Gio. Battifta Tròtti Prefidente della Ga-' 
mera di Giuflizia in Piacenza , LuogoTenente, e Vice-po- 
vernatore de’ Ducati di Parma , e Piacenza , Intimo Confi-, 
gliere di Stato di S. M.C. C. 

Principe Don Antonio Tolomeo Trivulzio Grande di Spagna, 
Cavaliere del Tofone, 

Marchefe Don AlefiTandro Teodoro Trivulzio .. 

Marchefe Don Ermes Redenafchi Dottore • 

Conte Don Carlo Litta , 

Conte Doil A ntonio Sormani . 

Conte Don Carlo Refia . 

Conte Don Anfperto Confalonieri Queflore , 

Marchefe Don Emilio Vifconti . 

Marchefe Don Antonio Litta Grande di Spagna, Commiirario 
Generale dell' Efercito . 

Conte Don Cofianzo d’Adda , 

Marchefe Don Gio. Giorgio Pio Pallavicino . 


Conte 


Conte Don Marco Arefe .. 

Conte Don Francefco AngùifTóla . 

Conte Don Filippo Archinto . 

Marchefe Don Ermes Vifconti . 

Conte Don Carlo Vifconti . 

Conte Don Giufeppe Caimo Ciceri . 

Conte Don Giufeppe Arconati Vifconti Configliere nel Supre- 
mo Conllglio d’Italia . 

Conte Don Antonio Barbiano de Belgiojofo . 

Conte Don Cefare Monti . 

Marchefe Don Girolamo Pozzobonelli . 

Marchefe Don Girolamo Caftiglione Dottore . 

Conte Don Griilierno Stampa Grande di Spagna, Cavaliere.-, 
del Tofone . 

Marchefe Don Lodovico Bufea . 

Conte Don Carlo Bolagno Quedore . 

Conte Don Carlo Francefeo Cicogna Mozzone Dottore . 
Marchefe Don Galeazzo BofTo Dottore . 

Conte Don Girolamo Cafati . . 

Conte Don Cefare Bonefana . 

Marchefe Don AgoBino Cufani . 

Conte Don Gafpare Arrigone . 

Conte Don Francefeo Saverio Melzi Quedorc . 

Marchefe Don Giulio Orfini de Roma . 

Conte Don Barnaba Barbò . 

Conte Don Luigi Pecchio . 

Conte Don Gio. Battida de Capitane! . 

Conte Don Carlo Marliani . 

Marchefe Don Giulio Antonio Lucini, . 

Conte Don Gio. Benedetto Borromeo Arele Grande, di Spagna. 
Conte Don Giufeppe Valeriano Sfondrati Sovr’ Intendente 
Generale dell’ Urbana Milizia . 

Marchefe Don Alberto Vifconti Grande di Spagna . 

Marchefe Don Girolamo Cufani . 

Marchefe Don Gafpare Carlo Ordogno de Rofales Dottore . 
Marchefe Don Giufeppe Gaetano Builetti . 

Conte Don Ferdinando Cafati . 

Conte Don Giovanni Corio Vifconti Dottore . 

Conte Don Annibaie Vifconti . ' 

Marchefe Don Pietro Paolo Caravaggio . 


Signori 


Signori Sedenti nell’ Eccellenti!^ 
fimo Tribunale di Provvifione 

Tanno 1739. 


P. V.Eccellentiffimo Sig. Don Alberto Vifconti d’Ara* 
gona Vicario. 

P. O. Sig. Conte Don Francefco Schiaffinati R.L.T, 

P. N. Sig. Conte Don Francefco Anguiflbla Giudice delle 
Strade. 

P.N. Sig. Don Gio.Battifta Pò Giudice delle Vittovaglie. 
P.R. Sig. Don Cefare Landriano Giudice della Legna 
lino a Calende Aprile. 

P.T. Sig. Marchefe Don AleflTandro Teodoro Triuvlzio • 
P.T. Sig. Don Maffimìliano Stampa Marchefe di Son« 
cino. 

P. V. Sig. Conte Don Annibaie Vifconti . 

P. V. Sig. Conte Don Galeotto Belgipjofb . 

P.N. Sig. Conte Don Barnaba Barbò. 

P. V. Sig. Don Antonio Tofcano. 

P. N Sig. Conte Don Valeriane Giufeppe Sfondrati . 

P.C. Sig. Don Enrico Befozzi. ). , ^ ^ r i-.. 

r 7./^ . X lino mele cii Luglio. 

P.O. big. Don Bonaventura Vifconti. ) 

P.O. Sig.DonNicolaLunati. ). • t r • 

P. N. Sii. Don Ranuzio Caftelletti . f 
P.V. Sig. Antonio CrerpiFifico. 


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Uefl:a relazione è Angolare per 
la novità, o fia per l’oggetto del 
fuo principio , fra quante fianfi 
fottopofte air occhio del Pub- 
blico in fbmigliante argomen- 
to . Tutte le altre , dovendo 
efporre Tallegrezza della noftra 
Metropoli per l’elezione , ed 
ingreflb de’ nuovi Arcivefcovi, premettono con 
fentimenti di condoglienza la morte dell’ an- 
tecedente Paftore ; narra quella con differente 
efordio l’elezione di Monlignor CARLO GAE- 
TANO STAMPA alla Dignità Arcivefcovile 
di Milano ; la di lui promozione al Cardinalato , 
gli applauli , e gli oflequj tributatigli dalla Metro- 
poli , e per fine la vaga memorabile pompa del 
folenne di lui IngrelTo ; Non fece ftrada a sì 
lieta, narrazione il funefto evento di morte dell’ 
emerito Preceflbre Signor Cardinale ERBA 
‘ODESCALCHI , il quale per Divina mercè 

A vive 




2 

vive ancora pieno di meriti , e di gloria , immor- 
tale oggetto della pubblica ammirazione : vive a 
sè fteifo , alle opere continue di un Eroica pietà . 
E’ vero , che ebbe Milano a fèntire il grande fvan- 
taggio , -che Egli ceflafle dagli amorevoli uffizj di 
reggerlo in qualità di Pallore : Tuttavia , nell' 
alto cordoglio per un si dilpiacevole avvenimento 
prova il lingolare conforto di vederlo ancora, come 
fu fempre , zelantilTimo nell’ efercitare le belle 
prerogative del di lui grand’ animo . 

Dopo cinque luftri , che la noftra Metropoli 
godeva la forte di avere per fuo Arcivefoovo il 
Accennato Signor Cardinale BENEDETTO 
ERBA ODESCALCHI degniffimo ProNipote 
della lauta memoria d’Innocenzo XI. , fu Egli nell’ 
anno 173 1. forprefo da varj accidenti , dai quali 
vennegli impedito l’ufo della delira mano , ed il 
libero ufficio della loquela , e quantunque la di lui 
innata vivacità gli fomminillraire indullre Ipirito 
per reggere co’ foli gelli , e di tanto in tanto con 
interrotte parole l’amato Ovile ( come ben dimo- 
llrano i Proceffi per ordine della lànta Sede for- 
mati , e l’ottimo governo continuato per tutto il 
i736. )prelTo l’Eminenza Sua prevalfe ad ogn’ al- 
tro riguardo il zelo del comun bene , onde ilabilì 
in Novembre di quell’ anno di fottrarfi dal grave 
pefo ; e con procura fece umiliare le fue fuppli- 
cbe a’ Piedi Santiffimi di CLEMENTE XU. 
Regnante , affinchè leveniffie accordata la dimit 

fione 


{Ione dell’ Arci vefco vado, e le fu Ipedito quello 
Breve . 

CLEMENS PP. XIL . 

D IleBe Fili no/ier falutem Quo magis 
nobifcurn animo volutamus egregie nava^ 
tam abs te operatn amplijjima , clariffimaquc Me- 
diolanenfi Ecclefìa moderando , & qua- tua fuerit 
rerum agendarum prudentia , jìudium Religionis , 
tutela Ecclefìaflicce difciplince ; quantumque fua- 
vijjtmis moribus , eximia probitatis exemplo , opti- 
mis le gìbus , ac Sacerdotali mentis robore ^ofeceris 
ad frequentijjìmi Gregis falutem augendam , con- 
firmandamque ; eo vebementius dolemus , acerbam 
nobis propemodum necejjitatem imponi liberandi te 
P aflorali Cura, ut quiete Tibi a tot laboribus refli- 
tuta , pojjìs debilitata jamdiu valetudini diligen- 
tius confulere ; Xt quandoquidem banc tibi dari a 
Nobis veniam ,etiam atque etiam poflulas ; ^ Nos 
Te longam atatem vivere percupiamus ; Noflram 
ad tuam voluntatem adfcribimus , ver iti , ne tanto 
fuccumbas oneri , fi diutius ferendum Tibi foret . 
Poteris igitur , Nobis annuentibus , Xrcbiepifco- 
patti Te abdicare . Qtiod ut celerius , ac prò tua , 
ifliufque Ecclefìa Dignitate , fervata penitus 
Sacrorum Canonum lege , ad exitum perducas , ne- 
gotium ita geres , ut per alias noflras litteras in 
forma Brevis quinqueCatbedralisCanonicorumCol- 
legii Dignitatibus bodie pariter renuntiavimus . 
LibentiJJime autem affentiemur Tibi, petenti ex 

A 2 Arcbie- 


y^rcbiepifcopali Patrimonio penfionem bis mille 
quinquecentum fcutatorum , quam , cum Diploma 
dederimus , noflra auHoritate percipies . Nihtl 
enim cequius eft , ac illum , qui f %mma cum laude , 
atque omnium plauf % plures annos eidem Ecclefice 
prcefuit , ex ipsd vita f ibfidia referre , tanta vir- 
tutis ad ejus utilitatem adhibita documentum 
fimul ac pramium . Quamquam illud Tibi erat 
longe fplendidijjìmum , quod ÌSfobiliffimi Arcbiepif- 
copatus provinciam bene geJTeris y & ex Reli- 
giofiffiìni j atque integerrimi animi moder ottone di- 
mijeris . JVos interim yDileóle Fili dVcfier, ^pojlo- 
licam BenediSìionem Tibi peramanter impertimur . 

Datum Roma apud Sanóìam Mariani Ma- 
jor em fub j 4 nnulo Pifcatoris die 26. Decembris 
1736. Pontificatus no/lri atmo feptimo . 

Firmat. Pro ^rchiepìfcopo Emiff mo . J 0. Vili- 
centius Lucbefìnius . 

^ tergo . Dile£ìo Filio JVojìro Benedióio Ti- 
tuli iSiy. Duodecim ^poflolorwn Presbytcro S. /?. E. 
Cardinali Odefcalcho nuncupato . 

I^ell^altro fovra efprelTo Breve diretto alle 
cinque Dignità s’ingiungeva loro , di formare il 
proceflb fopra le cagioni efpofte dal Sig. Cardi- 
nale Arcivefcovo nella di lui petizione ; di efatta- 
mente indagare le attuali impotenze dell’ Emi- 
nenza Sua ; di accertarli d’ogni di lei corporale 
indifpolizione ; di vedere , fe le folle rimafta libe- 
ra , e chiara la mente , onde comparilTe effere da 

ogni 


ogni parte volontario l’atto della dimiflione ; e' 
dopo efferfi tutto ciò avverato , di notificare al 
fuddetto Eminentiffirao , che Noftro Signore da 
quel punto iftelTo ammetteva, benché con interifò 
cordoglio , la dimandata rinuncia , aflblvendolo 
dal vincolo , con cui era aftretto alla Chielà di 
Milano . 

Si applicarono le cinque Dignità alla forma- 
zione del ProcelTo a norma del Breve Pontificio ; 
Interpellati i Medici , i Famigliati , ed i Miniftri 
della Eminenza Sua con frequenti efami , reite- 
rati fcrutinj fi manifeftarono le prove della chia- 
rezza di mente del Sig. Cardinale , e della idonea 
di lui volontà ; onde avvenne poi quell’ efito, che 
lì previde . 

Nè qui mi è dato il defcrivere l’univerfale 
rincrelcimento al rifaperfi un tale fucceflb . Mi 
fcolpa in quella parte , le mi elentuo da così dove- 
rofo ragguaglio quel celebre Laconilmo : Magni- 
tudo doloris (ilentio honoratur . Badi laccennare 
di fuga la Clementiffima efprefiione dell’Augu- 
diffimo Imperadore CARLO SESTO Gloriolb 
Padron nodro Regnante , che fcrivendo lbpra_^ 
quedo particolare alla Eminenza Sua , degnoffi 
di dare a conolcere, quanto folle per noi ugual- 
mente calamitola , e l’infermità , e la perdita d’un 
talPadore : Y avunque en mi Ccfareo Reai Ani- 
mo caufa la mas viva compaffion , lìo fola vuejìra 
falta de falud , fino es tambien , que mi fieles 

Subdi- 


6 

Subditos de ejfe mi Eflado de Milan perdan fan 
digno , y vigilante Paflor . 

Portata di quefte contingenze la formale no- 
tizia alf Eccellentiflimo Sig. Vicario di Provvi- 
fìone Don Carlo de Capitane! falito la feconda 
volta a sì onorevole meritata Carica , fu con- 
vocato rEccelIentifllmo Generale Configlio nel 
giorno ij. Dicembre , perchè fi eleggefle fra 
quelli del Corpo , com’ è privilegio immemo- 
rabile della Città di Milano , un Ambafciatore , 
il quale aramefla che fofTe detta rinuncia , fi 
trasferifie a' Piedi di Sua Santità , per implorare 
a quella Chiefa un SuccefTore Originario Patri- 
zio Milanefe . 

Fra tanti Cavalieri PatrizJ tralci delle più 
cofpicue antiche Famiglie , tutti abili ad ogni più 
rilevante maneggio , fu deputato all’ onorevole-» 
ufficio il Sig. Marchefe Don Emilio Vifconti , 
Perfbnaggio , in cui l’indole magnanima , la de- 
flrezza,il fàpere concorrevano a renderlo del pari 
degno di sì pregiata delegazione . 

Prima eh’ Egli pigliafle congedo dalla Patria, 
per efeguire l’accennata commeflìone , fu flabili- 
to , che fi umiliaflero a Sua Santità le confuete 
Lettere , colle quali fè le partecipane : che dife- 
gnava la Metropoli di Milano y d’inviarle.a’ Santif 
fimi Piedi il nominato Cavaliere , per fupplicarla 
d efaudire i voti della Città , nel donare ad ella un 

Arci- 


7 

Arcivefcovo pari all’ emerito Precelibre ; Fu al- 
tresì ordinato , che fi IcrivefTero lettere agli Erai- 
nentilfimi Signori Cardinali del Giudice Protet- 
tore della Germania , e degli Stati Ereditar} di 
SUA MAESTÀ’ CESAREA CATTOLICA, 
Corfini Nipote di Noftro Signore , Firau Segre- 
tario di Stato , e Gentile Prodatario , come pure, 
a Monfignor Illuftrillimo Ernefto d’Harach Pro- 
miniftro Ceiàreo , eflendo aliente il Sig. Amba- 
fciadore da Roma , fupplicandogli , che , con -anti- 
cipato ufficio di Patrocinio, contribuiflero al buon 
fuccefib della riferita Delegazione . 

'Putto avvenne a norma di quanto reftò pre* 
fiflo . Le Lettere furono fpedite in data di ly. 
Dicembre 1736. per mano del Corriere efpreffo 
Gaetano Cairone . Si direlfero in un fbl plico al 
Reverendiffimo Padre Abate Don Paolo AlefTan- 
dro Serpenti Procuratore Generale della Con- 
gregazione di wSan Geronimo in Santo Aleffio , e 
gli fi fece premura di prefèntarle ; il che efègui- 
tofi con ogni diligenza, pervennero a Sua Santità 
nella feguente Lettera gli urailiffirai fèntimenti 
di quello Generale Configlio . 



BEATISSIME PATER . 

Olore maximo aff’eéìi percepimus Eminen- 
tiffimum Pralulem noflrmn Cardinalem 


BENEDICTUM ERBAM ODESCALCUM 


vigilantid , zelo , fìngulari erga pauperes liberali- 
tate , aliifque virtutibus ubique celebrem , adverfa 

Cor- 


CorpdYÌs valetudine perdu 6 Ìum ftdjje ad Jìipula- 
tionem mandati , prò ^rchiepifcopatus dimiffìone . 
Si Procerum , Populique preces impetrare pojfent , 
ne ^ntifles optimus adimatur , id omnium vota 
compier et , fin autem fuperno decreto P aflorali 
buie fedi tollendus eflyUt diutius plebis egeflati 
f abveniat , ad BEATITUDIMEAl ESTRAM 

convertimur humilime implorantes , ut , quo ba 5 le- 
nus Paterni Amoris affe^u Ecclefiam hanc diflin- 
guere dignata efl , parem eligat fuccejforem , qui 
vere Civis originarius y ac Patritius fit yuobifque 
exìmias Renuntiantis dotes reflituat . Statini edi- 
to San£ice Sedis preliminari Oraculo , ad eam ac* 
cedet ex cetu noflro deleóius Marchio Emilius 
J^icecomes fpem fimul , precefque publicas expo^ 
fiturus . Interim vero ad Sanóìi/Jìmos Pedes pro- 
voluti y cumulatijjhnam BEAI ITUD INI PRE- 
STE jE Regni y 0 * I^ite felicitatem , ac nobis 
Paternam Ejus benedióiioneni precarnur . 
SANCTITATIS FESTRjE . 

Mediolani 14. Decembris 1736, 
^ Humillimi y obfequentijfmii Servi 

Urbis Prefeóìus , ^ Sexaginta Decuriones 
Concila Generalis Civitatis Mediolani . 

■ Nè fu tardo nella fua provvidenza il Sommo 
Pontefice . Tofto che giunfe la relazione dei Pro- 
celfi lodevolmente compiuti da quelli Reveren- 
.diffimi Signori Delegati, diede principio a conlbla- 
re la Metropoli con fuo Breve del tenor feguente. 


9 


CLEMENS PP. XII. 

D lleSli Fila falutem , ^ ^po/iolicam Benedu 
Bionem . Moleflmn quidem nobis accidit , 
DileStum Filium noflrum Titilli SanBormn Duo- 
decim Xpoflolorum Cardinalem Odefcalcum , oh af- 
fliBam tot incommodis valetudinem eo deveniffe , 
ut diutius ad nobiliffinium frequentiffimumque 
commijfum fìbi Gregem gubernandum , operam 
fuatn nequeat impendere . Qiio cirea , ut arduo 
fané munere fe abdicandi veniam accìpiat , ad 
ms confugit . Memoria fiquidem compleSiimur , 
quantum utilitatis , egregiis fuis virtutibus , ve- 
]lra inclyta Civitati , latiffimeeque Dioecefi con- 
tulerit . F/on tamen id ei Jummis precibus oranti 
denegare requum ducimus , ab ipfo admoniti non 
amplius fìbi in affebìo jamdiu corpore vires fuf- 
fieere ad immenj um prope onus ; rati fìmtil , ita 
melius Ecclefìaflicis apud vos %ebus confultum 
tri. Ubi vero de SucceJJbre deligendo mox deli- 
berabimus , nequaquam vobis in mentem veniat 
ftibvereri , quin ftudium omne adbibituri fimus , 
ut tanta dignitatis Ecclefìa accuratijfìme provi- 
fum fìt , eique Antiflitem praficiamus , qui San- 
blijjimis tot vefìrorum Prafulum vefìigiis infìfìaty 
iflofque fìbi ad imitandmn proponat . Quod ut 
Confultius peragamus , libentijfìme audiemus di- 
lebìum Filium Marchionem JEmilium Uicecomi- 
tem , quem ad nos prò gravijfìmo hoc negotio 
legajfe fcribitis ; ifque deinde luculentius yohis 

B refe- 


IO 

referet , qui fìt nofler infignis erga Fos amor ^ 
veftra omniumque veflrorum Civiuni pietate , at~ 
quc in Roìnanam Sedem fìngulari obfequio conci- 
liatiis . Cujus nunc etìam ohfidem damiis Apofloli- 
cam BenediSiionem quam Vohis , dàk^i Filli , per- 
amanter impertimur . 

Datum Roma aptid SanBam Mariam Majo- 
rem fub u4nnulo Pifcatoris die XXV L Decembris 
MDCCXXXVLPontificatus nofìri anno feptimo . 

Firmai, Pro Xrchiepifcopo EmiJJhio , Jo.Vin- 
centius Luche finius .. Et figillat. (^c. 

jd tergo , DileHis Eiliis PrafeBo , Sexa- 
ginta Decurionibus ConfiUi Generaiis Civitatis 
Mediolani , . . 

Appena giunti quefti Santiffirai Senll colle 
gentili rifpofte delli fuccennati Eminentiflirai , e 
del Promini ftro Cefareo diede principio l’Eccel- 
lentiflimo Sig. Marcheie Ambalciadore Vifconti 
alli preparamenti, per fare in Roma la convene- 
vole Comparfà . Alli 27. di Febbrajo fece incam- 
minare la numerofa Famiglia col ricco Equipag- 
gio : EleiTe per Cavalieri di fua Nobile Came- 
rata li Signori Conte Carlo , e Gian Francefco 
Arnioni , e Sig. Marchefe Abate Don Galeazzo 
Arconati fuo Nipote : Riportò le Credenziali 
da prefentarfi a Sua Santità , agli Eminentiffimi 
Palatini , e Monfìgnor d’Harach : indi , dopo le 
Calende di Marzo diede volta a quelf alma Città, 
dove a' 17. del raedefimo felicemente pervenne • 

Dono- 


1 1 

L'onore de’ primi accoglimenti fu da lui ri- 
cevuto in dilìanza di dieci miglia da Roma nell’ 
incontro di molti Cavalieri nazionali , ed Amici 
preparatifi ad anticipargli colà gli uffizj del più 
- cottele rifpetto . Lo prevennero a Ponte Molle , 
col feguito de’ loro tiri a fei , e Carrozze, li Mon- 
fignori STAMPA Segretario della Sacra Con- 
gregazione de’ Vefcovi , e Regolari ; Cavalchini 
Avvocato Conciftoriale , e Segretario del Conci- 
lio ; Archinto , e Crivelli Pronot. Particip. ; 
Viftonti Uditore di Rota per la flefla Città; 
Mefiner Cherico di Camera ; Arefe Ponente di 
Confulta ; ed i Signori Conte Federico Borro- 
meo , Abate Marchefe Erba , Abate Marchefe«> 
Litta , e Conte Biglia . Ed a quefie gentiliffime 
diraoftranze di ftima verlb la Patria andò con- 
giunto Tonore fatto al noftro Sig. Marchele Don 
Emilio da vari altri Prelati , Miniftri , Principi , 
e Cavalieri di primo rango nella ftefla lera del di 
lui arrivo in Roma . 

Si portò fubito al Palazzo di Monfignor 
d’Harach (che aveva favorito di mandargli all’ in- 
contro, fuor di Roma quattro miglia, un tiro a lei 
con un fuo Gentiluomo , e due Lacchè) ; gli pre- 
fentò la Credenziale con altra di Sua Eccellenza 
il Sig, Conte di Traun Governatore degli Stati 
di Milano, Mantova, Parma, e Piacenza ec. ,e 
terminati i vicendevoli complimenti, pafsò con lo 
fleflb Monfignore in una di lui Carrozza a quello 

B 2 deli; 


12 

deir Emineiitiffimo’Sig. Cardinale del Giudice, 
che , incontratolo alla metà della Sala degli Staf- 
fieri, gentiliffimamentè lo accolfe nella Camera di 
Udienza , in cui erano collocate due Sedie uguali 
in pari fituazione per Monfìgnor fuddetto , e-* 
Sig. Ambafciadore . Prefentò quelli la Creden- 
ziale , ed elpolè le fuppliche della Città , per go- 
dere. Falto Patrocinio di Sua Eminenza , che fi 
dichiarò prontiffima a contribuire fimpiego dell’ 
opra fua , pei vantaggi non meno di quella Città, 
che deir iftelTo Sig. Marchefe Don Emilio . 

Per opera del fuddetto Porporato fu torto 
ragguagliata Sua Santità dell’ arrivo del Sig. Am- 
balciadore di Milano , ne gli tardò l’onore del fo- 
lenne ricevimento ; quindi alli 25. Marzo venne 
dal . fuddetto Eminentirtimo avvilàto per mezzo 
del fuo Maeflro di Camera, ertere filfato il giorno 
27. per trasferirli a’ Piedi di Noftro Signore, ad 
umiliargli le fuppliche della Patria in forma di 
pubblica Udienza . 

• Pri ma , che l’accennato Sig. Rapprefentante 
intraprendelle il viaggio di Roma , la Città di 
Milano, per mezzo di Sua Eccellenza il Sig. Conte 
di Traun Governatore , aveva fupplicata S. M. 
C. C. a voler prelcrivere quale folle il fuo Cela- 
reo Reale gradimento , circa l’Arme da ergerli 
dal detto Ambalciadore , e l’abito , con cui met- 
terli in pubblico in Roma ; ed intefè , ertere Ce- 
làrea Reai mente, che l’Ambalciadore della Città 

di 


* 3 . 

di Milano al Pontefice, nelle pubbliche fue funzio- 
ni avefie ad ufare il Mantelkleit privativo abito di 
Corte in Vienna, ed alzare fopra la fua Cala lo feu- 
do delle Arme di S.M.C.C. coll’ Aquila Imperiale. 

Venuto per tanto il tempo , di elèguire le 
difpofizioni per l’andata a Palazzo, il Sig.Marchefe 
Don Emilio , fece la notte del 26., efporre a lato, 
delle Arme di Noftro Signore quelle dell’ Augu- 
fìiffimo Padrone Regnante , fotto di effe lo flem- 
ma di quella Città Veftì nel giorno 27. l’abito 
Mantelkleit ; fpiegò una ricca Livrea al numero 
di dodici Staffieri con Decano veftito di nero ; e 
fi pofero in abito alla Romana i Signori Cavalieri 

di lui Compagni . 

Era alle Corti preceduto l’invito pel favore 
del Ibi ito accompagnamento ; onde dopo pranzo 
di quel giorno, mandògli l’Eminentiffimo Signor 
del Giudice tre Carrozze , la prima delle quali 
con fiocchi , quattro Staffieri , ed un fuo Decano 
in abito nero , e giunlè di poi il Corteggio dei 
Gentiluomini , e Carrozze de 21. Signori Cardi- 
nali , come pure de’ Signori Ambafeiadori di Mal- 
ta , Bologna , Ferrara , e di molti Principi . 

Ordinata la partenza , per cui erano pronte 
tre altre Carrozze del Sig. Marchelè Ambalciado- 
re , una delle quali parimenti co’ fiocchi neri , 
entrò quelli nella prima del Sig. Cardinale co 
fiocchi unitamente a cinque Nazionali Prelati,con 
Roccetto , Monfignori Archinto, e Crivelli Pro- 
tono- 


14 . 

tonotari Appoflolici Participanti , Monfignof 
Vifconti Uditore di Rota , Monfignor Mefluer 
Ghèrico di Camera , e Monfignor Areli Ponente 
di Confulta , e fu feguitato dalla prima delle tre 
fue , pofcia dalle altre alternatamente tutte ripie- 
ne di Cavalieri , e Perfonaggi portatifi ad accom- 
pagnare il Sig. Àmbafciadore , a cui veniva dietro 
nelle ultime Carrozze anche la fua Corte , cioè il 
Sig. Conte Filippo Rocchi Maeftro di Camera , 
il Sìgé Abate Gelare Mazzoli Segretario delle-»^ 
Ambafciate /due Gentiluomini , altrettanti Ca- 
pellani , e quattro AJutanti di Camera . 

Con quello leguito , e con FOmbrella , ^ 
Culcino di veluto nero con trina d’oro , e con 
fiocchi andò primieramente il Sig. Ambafciadore 
ad inchinare il Sig. Cardinale del Giudice , ri- 
cevuto dai di lui Gentiluomini quali al piè della 
Scala , e dall’ Eminenza Sua , in abito , più oltre 
della metà della Sala de’ Servidori ; dopo qualche 
complimento , vellitolì in dilparte il Sig. Cardi- 
nale con Roccetto , fu dal medelimo favorito in 
altra di lui preparata Carrozza pure co’ fiocchi , 
nella quale rimafe il luogo per quattro delli fuc- 
cennati Monfignori Prelati , e con fantidetto 
Corteggio s’incamminò al Palazzo Appollolico . 

Li ricevè Monfignor Maeftro di Camera di 
Noftro Signore al mezzo della prima Anticamera, 
e torto li fece entrare in quella de’ Principi , ove 
dimorò il Sig. Ambafciadore poco ipazio di tem- 
po , 


po', in compagnia di Monfignor Aureli Coppiere 
di Noftro Signore , fin tanto che entrò a parlare 
a Sua Santità rEminentifliino del Giudice ; ritor- 
nato in apprelTo Monfignor Maeftro di Camera 
lo introdulTe nella danza di udienza con Spada , e- 
Cappello ; e l’Eminenza Sua , venutagli all’ in- 
contro , lo prelèntò al Sommo Pontefice , che lo 
accolfe con maniere umanifiime ; dopo il .bacio - 
de’ Santi iTimi Piedi fatto alzare , prefentata. 1^ 
Credenziale , efpofe il Sig. Marchefe Ambafcia, 
dorè le premure di quella Metropoli , e vivaraèn-' 
te perorò , perchè paflalTe la Santità Sua a cohlò- 
lare i di lei voti , e darle un Arcivefcovo Patrizio 
Originario , con tutti gli onori , e prerogative , 
che anno goduto i fuoi Preceflbri , e fenza l’aggrà- 
vio di vcrun’ altra penfione , addotti con efficace 
energìa quei forti motivi , che al Sig. Ambafcia* 
dorè fi erano fuggeriti nelle inllruzioni , non con- 
venendo farne il lungo rapporto nella fuccennata 
Lettera , i di cui fenfi erano i feguenti . 


BEVUTISSIME PvITER. 


V Idnam Faflore fuo Mediolanenfetn Ecclefìarn 
diutiiis fuflhiere non valentes ad Sanhita- 
tein P^ejìram ex numero Patriciorum ìioflrorum 
nobileni virum Marchiotiem ^ntilimn T'icecomi- 
teni legavhnus , ut Ordhium omnium , qui in Urbe 
noflra f %nt , voce repetitis obfequiis iis , qua Uteris 
jam ante tradita , Sanlìitatem Ueflram , paterno 
quo f ìlet animo , benigniter accepiffe refcivimus , 

vota 


ì6 

vota etìant publica decentius exponat . Is nomine 
noftro rogahit vacuam ^rcbieptfcopo fuo Afediola- 
nenfern banc Sedem quamprimum fi commode fieri 
pojjit , a SanSiitate Vefira in publicam utilitatem 
impleri , eumque JVobis ^rcbiepifcopum duri qui , 
Civis nofter fìt , ac Patritius , quique DoSìrince 
preeflantia, ^ morum fanóìitate , tamquam exem- 
pli Candelabrum in Ecclefìa no/ìra fplendeat , ^ 
Imnine fino Civium omnium oculos in fe convertat , 
pradecefiporemque SanSla Romance Ecclejlce Cardi- 
nalem Erbam Odefcalcum, quem inimica vis morbi 
nobis eripuit , uno verbo reprefentet . Quapropter 
ad SanSiitatis Feftra pedes provoluti rogamus in- 
ftantiffime , ut di£io Marcbioni Umilio Legato no- 
firo benignas aures pr abere , ac paterna Clementia 
fua preces noflras accipere velit , ita ut SanSlita- 
tis Vefira , atque ^pofiolica Sedis Alajefiati , Ec- 
clefìa nofìra dignitati , 0* bujtis Metropolis , Fo- 
pulique ornamento munus boc optatifiimum inde 
fìt refiponfiurum , quod ^ certo fperamus . Inte- 
rim Sancitati Vefira vitam , felicitatem ad 
univerfì Catbolici Orbis commodum , incremen- 
tum a Deo Optimo Maxime ex corde precamur. 

Dat. Mediolani IV. Nonas Martias anni 
MDCCXXXVIL 
SANCTITATIS VESTRjE. 

Hmnillimi , obfequentijfimi Servi 
Urbis Prafeólus , ^ Sexaginta Decuriones 
Concila Generali Civitatis Mediolani . 


Furo- 


^7 

Furono , con paterna pilllìma dimoft razione, 
accolte quefte fuppliche da Sua Beatitudine , Li 
quale degnò il Sig.Ambafciadore dell’udienza per 

10 fpazio di più di mezz’ ora, e fece conolcere, che 
bramava dare a Milano un Arcivefcovo pari al 
Sig.Cardinale ERBA ODESCALCHI , da No- 
Uro Signore, anche in quella congiuntura , molto 
lodato per le rare di lui qualità , e virtù lingolari . 

Prefb congedo da Sua Beatitudine, il Signor 
Ambafciadore, dopo elTere flati ammeffi al bacio 
de’ Santiflimi Piedi anche i Cavalieri di fua Ca- 
merata , pafsò col Sig. Cardinale del Giudice agli 
Appartamenti dell’ Eminentilìlmo Corfini Nipo- 
te di Sua Santità, e dell’ Eminentiflìmo Firau Se- 
gretario di vScato , non meno a motivo d’inchinar- 

11 , nel prefentar loro le ieco porrate Credenziali , 
che di renderli appieno coniape voli della fua com- 
raeflìone , e fupplicarli a promovere colli validif 
fimi Uffici del loro Patrocinio le giufle brame di 
quefla Metropoli, e da quei gentilillìmi Porporati 
udì con fbmmo piacere, che contando ella un elet- 
to coppiofo fluolo di Prelati Patrizj ^ facilmente 
poteva confolarfi,per eflere tutti ornati d’ogni più 
fublime prerogativa , degni di qualunque dignità, 
ed abili a fbflenere ogni più ragguardevole im- 
piego , a fegno che , qualunque le toccafie in forte, 
non aveva che a rimanerne felicitata (fentimento 
efpreffb dallo ftelTo Sommo Pontefice nel tenuto 
difcorfo col Sig. Marchefe Rapprefontante . ) 

C Ter- 


i8 

Terminate cotefte vifite,il Sig.Cardinale del 
Giudice, in una fua Carrozza , col feguito di altre 
due, fi trasferì al fuo Palazzo, non avendo voluto, 
con replicate iflanze efiTere fervito , onde rimaflo 
in libertà il Signor Ambafciadore , colf antidetto 
Treno di fei Carrozze , tre del fuccennato Emi- 
nentiflimo , e tre fue , accompagnato dalla mag- 
gior parte della comitiva de' Signori Cavalieri , 
fi portò alla fua abitazione , e fu poi la fiefla fera 
in privato ad inchinare il fuddetto Sig. Cardinale, 
e dargli diftinte grazie per li favori da lui com- 
partiti alla fua Rapprefentanza : Ufficio, a cui 
nelli feguenti giorni, per mezzo del fuo Segreta- 
rio delle Ambafciate , compì cogli altri Signori , 
che lo avevano favorito . 

Facevanfi intanto nella Città noftra frequen- 
ti fuppliche a Dio,per impetrare un Arcivefeovo, 
che pienamente appagafie i pubblici defiderj , e 
molto parlavafi di Monfignor CAKUO GAE- 
TANO STAMPA Arcivefeovo Calcedonenfe , 
e Segretario della Sacra Congregazione de' Vefeo- 
vi , e Regolari , per gli eccelli fuoi meriti , e per 
quelli della Nobiliffima fua Prolàpia attenente di 
Sangue col gran Santo Arcivefeovo Carlo Borro- 
meo ; a cui Milano deve affai più di quanto fi 
polla da me efporre . 

Ed appunto , giuda l’alpettativa accadde«> 
l'evento , onde in data delli 31. Marzo , all' ora di 
mezzo giorno , dalla Segreterìaidi Stato pervenne 

alle 


Ip 

alle mani del Sig. Ambafciadore Vifconti un vi- 
glietto del tener feguente . 

„Dalla Segreteria di Stato 31. Marzo 1737. 

„ElTendoli degnata la Santità di Noftro Si- 
„gnore di dare alla Chielà Arcivefeovile di Mila- 
„no un nuovo degniffimo Pallore nella Perlbna 
„di Monfignor Arcivefeovo STAMPA , fe ne 
,, porge al Sig. Ambafciadore Marchefe Vifeonti 
„la notizia , acciò Egli fia confapevole della Ponti- 
„ficia dilpolizione . 

A tergo . „ Air Illuftrifsimo , ed Eccellentilr 
,3fimo Sig. Ambafciadore Marchele Viiconti . Si- 
„gillato col ligillo deir Eminentilsimo Sig. Car- 
,, dinaie Segretario di Stato . 

Alla nuova di tanto gradimento , fi raofle fu- 
bito il Sig. Marchele Don Emilio a compiere ver- 
lo Monfignor STAMPA gli ufficj di congratula- 
zione in nome ancora di quello Pubblico ; di là fi 
trasferì a parteciparla alf Eminentilfimo del Giu- 
dice , e Monfignor d’Harach , che tanto concor- 
fero co' loro favori al felice fuccelfo ; affrettò alla 
Città di Milano il rifeontro dell' ottima elezione, 
fpeditole un Corriere, che giunlè la mattina del 
giorno 8. Aprile , e portò inlieme un gentililfimo, 
loglio del fuddetco Sig. Cardinale , e la feguente 
Lettera del nuovo Monfignor Arcivefeovo Icritta 
al Generale Configlio . 


ao 


, ed Ecc.^* Sigf* Padroni 

I L vincolo di tenerezza ereditato verfo la Patria 
dai miei Antenati mi farebbe provare non pie- 
colo follievo nella gran forprefa,in cui fono per 
la Clemenza ufatami dalla Santità di JVofiro Si- 
gnore y con avermi deflinato a codefta Chiefa , fe 
non mi fpaventaffe infinitamente la gravezza del 
pefo y e rinfufficienza delle mie forze . Nafcerebbe 
il mio conforto dal riflettere , che , ejfendofì nella 
lunga f epurazione f ifferta , a motivo degl' Impie- 
ghi debolmente efercitati in fervizio della Santa 
Sede y aumentato fempre in me l'amore verfo la 
flejfa mia Patria , dovrei ejfer ora contento in ve- 
dermi a portata di riunirmele con maggiore flret- 
tezza . Ogn' altro Carattere però meno impor ta7ite 
dell' addojfat orni, che ha fatto tremare i primi Lumi 
della Santità , e della Gerarchia Ecclefiaflica , da i 
quali è flato gloriof amente foflenuto , farebbe ca- 
pace di farmi prevenir con piacere a P^ofire Eccel- 
lenze quejia parte delt ojjequio , che fono impaziente 
di autenticar loro in per fona : May giacche mi è 
convenuto raffegitarmi alle Difpofìzioni dell'^ltif- 
firno in quelle del f %o Vicario , incomincio a im- 
piegare i primi ynomenti della mia Deftinazione , in 
avanzarne all' Eccellenze Voflre la notizia , f per an- 
dò, che il buon Cuore de'miei Concittadini vorrà cor- 
rifpondere alla fiducia , che ripone in loro la mia 
fiacchezza , con unire alle mie le più fervide Preci , 

perchè 


21 

perchè fi degni il Signore concedermi ^ nella formi- 
dabile imprefa del Governo di codefla Diecefi , gli 
ajuti più necejfarj . Sarà quefla la maggior ripro- 
va , che da Vbflre Eccellenze pojfa darmifi del beni- 
gno loro gradimento verfo il prefente atte flato della 
mia attenzione , e farà un continuo fludio de’ miei 
doveri f aliti al più alto fegno, T uniformar e in ogni 
mio andamento alla qualità di Figlio , e Coiuittadi- 
no obbligato , quella di Padre , e Paflore affettuo- 
fiffimo . Con che reflo prendendo da quefli , e da in- 
finiti altri titoli della rifpettofa mia riconofeenza , 
giuflo motivo di riproteflarmi , quale con pienezza 
di flhna , e colla maggior tenerezza dell! animo mio 
defidero inalterabilmente comprovarmi 

Soma 3 1. Alarzo 1737. 

Di Poflre Eccellerize . 

DivotiJJlmo , ed obbligatijjlmo Servidore 
G. f^rcivefcovo di Calcedonia . 

Univerfàle fu il giubilo, al rilàperfì deftinato 
a quella Arcivelcovile Mitra un così IHuftre Pa- 
trizio , un così benemerito Prelato , che nelle., 
tante ìbflenute Cariche à dato ìempre un gran 
fàggio delle fue ammirabili prerogati ve, onde ìàreb- 
be appieno appagata la comune aìpettazione,come 
ipiegò in apprelfoSua Santità nel lèguente Breve. 

CLEMENS PP. XII. 

D Ile£li Fila Nbbiles Viri f tlutem , ^ Xpoflo- 
licam Benediéìionem . Oratorem Veflrum 
dilecìum Filium Marchionem AUmilium Vicecomi- 

tem, 


32 

tem , exhibitafque fuis Verhts , ^ Ve^rts o3- 
ciofijjimts htterts preces , ut quamprmntm fieri li- 
ceret de Archièpifcopo Fcflro creando cogitar emus ^ 
ea fané benevolentid compie xi fumus ^quce Vohis 
teflimonìum dare pojjìt , plurimi a Nobis fieri in- 
clytce veflrcc Civitatis obfequium , ac reverentiam , 
quihus Nosj 0 * ^poflolicam Sedem colere^ Religio- 
ni T^obis ducitis . I^ec diflulimus fa£ìam propendi 
erga Nobilitates J^eftras animi Nofiri fignifica* 
tionem re comprobare . Nam vix non ittico ad tan- 
tum munus elegimus VenerabilemFratrem^rchie- 
pifcopumChalcedonenfem CAROLUM CAJETA- 
NUM. STAMPAprcefiantiffimumV^efirceNobi- 
litatis Virum , Nobis apprime commendatum cuU 
tijjimo Ecclefìaflicis virtutibus ingenio , ac tot tan- 
tifque Apoflolica Sedis negotiis longam cetatem 
fumma cum laude , ac fide gefiis . Quocirca prò 
certo habemus , oblatam de fe fpem quammaxime 
impleturum , ac parem amplijfima , clarijjim^que 
Ecclefìce T^efirce moderando repertum tri ; Simul 
quoque leniturum defìderium , quod fui J^obis 
reliquit Dile^tus Filius Nofìer Cardinalis ODE- 
SCHALCUS, qui duduni oh afflióìam valetudmem 
eodem fe Arcbiepifcopali munere abdicare voluit . 
Pignus aliud paterna cbaritatis Nofra ^pofloli- 
cam Benedióiionem Vobis , Dilecìi Filii Nobiles 
Viri , peramanter impertimur . Datum Roma 
apud SanBam Mariam Major em f %b Amiulo - 
Pifcatoris die XII. Xprilis MDCCXXXFIL 

Fon- 


«3 

Pontificatus Noflri Anno feptimo . 

Ftrmat.Joamtes F^incentius Luche finius . Et 
figillat. 

A tergo . Dile6iis Filiis JVobilibus VirìsProe^ 
fe£ìo , Q) Sexaginta Deciirionibus Confilii Genera^ 
lis Civitatis Mediolaìti . 

Pulelarono l’allegrezza rEccellentiffimo Ge- 
nerale Confìglio,il Clero, la Nobiltà tutta, ed 
il Popolo ; ordinò quello , che ne prefcrivefle le 
pubbliche dimoftrazioni rEccellentiffimo Tribu- 
nale di Provviiìone ; fece quefto illuminare il 
Palazzo della Città con abbondanti Doppieri , 
con l’accompagnamento di feftevoli fuochi, 
fuono di Trombe ; comandò con fuo Editto l’uni- 
verfale illuminazione di due fere , nelle quali fi 
vide ogni forta di perfbne in gara di applaufb al 
novello Paftore , con Lumi , Fiaccole , e Razzi , 
con Trombe quà , e là collocate , e fece con ifqui- 
lìta Mufìca , e Sinfonìa cantare nella Inligne Im- 
periale BafiHca di Sant’ Ambrogio addobbata con 
vaghiffimo Apparato una folenne gran MefTa di 
ringraziamento , e l’Inno TeDemn , a cui efTo Tri- 
bunale intervenne accompagnato da tutte le Arti 
co’ particolari loro Gonfaloni . 

In altro giorno l’Illuftriffimo e Reverendif 
lìmo Capitolo Metropolitano , preceduto da tutte 
le Collegiate , Clero , Regolari , e Confraternite, 
fotto le loro Croci , andò proceffionalmente alla 
nominata Imperiale Bafilica.,a rendere pubbliche 

grazie 


^4 

grazie ai Santi Tutelari della Metropoli, pel dono 
impetratoci di un Pallore sì degno , tenuteli in 
quel tempo chiule tutte le Botteghe della Città, 
per ordine fatto pubblicare dalf EccellentilTimo 
Sig. Vicario di Provvillone Conte Don Lodovica 
Archinto , gli eccelli di cui meriti corrifpondenti 
al fuo Nobililllmo Sangue lo anno poco dopo, con 
pubblico godimento, portato alla Piazza di Que- 
flore Togato nell’ Il lu Ari (Il ino Magiftrato delle 
Ordinarie rendite di quello Stato . 

La Nobiltà pure volle diftinguerfi nelle te- 
ftimonianze di una parziale attenzione a Monli- 
gnor Arcivefcovo STAMPA , avendo abbondata 
con generofa copia di Torcie nelle fère della uni- 
verfale illuminazione , e Ipecialraente fi ammirò^ 
la fbntuofa dimoftranza anche in altre lere data 
dalla Eccellentiffima Cala de Signori Conti Stam- 
pa di lui Fratello , e Nipote , e da molte altre infi- 
gni Famiglie a lei attenenti , accompagnata da 
larghe limoline , ed altre pie dillribuzioni . 

II Popolo poi tutto diede fegni di fomino 
gaudio, con l’affollato concorfb alle funzioni tenu- 
teli nella Metropolitana , e nella fuddetta Baiilica 
di Sant’ Ambrogio , e con la quali inlàziabile com- 
piacenza di fcorrere quà , e là nelle fere fuddette 
a godere della luminofa veduta, e di più graditi 
concenti , che in molti luoghi rendevano dilette- 
voliffimo fuono . 

Fu rimandato frattanto il fuddetto Corriere 

con 


con varie lettere fcritte in nome del Generale 
Configlio , cioè quella di congratulazione a Mon- 
fignor Arcivefcovo STAMPA , altre di ringra- 
ziamento a’ Signori Cardinale del Giudice, e Pro- 
miniftro Cefareo , e con la lotto efprefiTa da pre- 
lèntarfi dal Sig. Ambalciadore a Sua Santità, per 
umiliarle la pubblica ofiTcquiolà riconofcenza . 

BEATISSIME PATER. 

Q Ua fuerit in Mediolanenfì Populo acclama- 
tionum extiltatio , m omnium ore latitia, 
cuni nuper intellexinms a SANCTITATE 
PRESTE A datimi effe noflra buie Ecclefìne Archie- 
■pifeopum CAROLUM CAJ ET ANUM STAM- 
PAM CivenifPatriciumque noftrum,ipfa precum 
noflrarum folUcitudo , qua tantum Urbi gaudiuni 
flagitabamus , unice fìgnificaverit ; Quantaque 
oborta fìnt ab eleSiione vejìra, PATER BEATIS- 
SIME , initia certijjhna fpei , talem eum ejfe fa- 
turum , qualetn a Romana fìmul , ^ Ambrofiana 
Ecclefìa inftitutuni effe decet , ex auSìoritàte Pon- 
tificia f ’mt afiimanda ; Eum namque officiis omni- 
bus colendum accipiemus , quem Ambrofiana Sede 
dignum Retri Succeffor dignijjìmus reputavit ; 
Qtiamobrem ad SANCTITATIS VESTRM 
Pedes provoluti , Mediolanenfis P apuli , noflro , 
univerforum Ordinimi nomine gratias humili- 
ter agimus y licet beneficio , quo.d accepimus-, 
pares nunquam rependere pojjìmus , id unum exco- 
gitare valuimus > in eam fiententiam comnunia 

D omnium 


2Ó 

omnium vota conferentes , ut Deum Optimum 
Maximum obfecremus , omnia, qu^ faóìa funt , 
ac fient impoflerum , BEaTITUDINL VE- 
STRjE , in qua , 0* Chrifliana Refpublica, nos 
fumus , feliciter ejfe cejfura , eamque diu Chriflia- 
Religionis pra/tdio fofpitem fervare velit . In- 
terim , PATER SANCTISSIME , Mediola- 
nenfibus obfequentibus BEATITUDINIS VE- 
STR^ finis Paternce Benedicìionis gratiam im- 
pertiri ne dedigneris , quam pofito genu , incenfifi- 
que cordium affeBihus imploramus . 

SANCTITaTIS vestrm. 

Mediolani Vi Idus Aprilis MDCCXXXVIL 
Hmnillimi , bS obfequentijfimi Servi 
Urbis Pra^febtus , 0* Sexaginta Decurione s 
Confila Generahs Civitatis Xlediolani . 

Sopravenne a Sua Santità qualche indifpolì- 
zione , per cui lì diferì il pubblicare Monfignor 
Arcivelcovo nel Conciftoro , e l’andata a Palazzo 
del Sig. Ambafciadore , per la prelentazione della 
premelTa Lettera . Frattanto , comandato egli 
dalla fua Città , di compire in voce a tutti gli atti 'ì 
di riconolcenza cogli Eminentiffimi Palatini , in- 
traprefe ad eleguirne la commeffione , e poi diede 
principio alle vilite del Sacro Collegio . 

Riftabilito il Sommo Pontefice preconizzò 
alli 6. di Maggio nel Conciftoro Monfignor 
STAMPA Arcivefcovo di Milano, indi il Signor 
Marchefe Don Emilio , due giorni dopo , con Io 

ftefib 


^7 

jflelTo accompagnamento della prima comparfa, 
fi trasferì a Piedi di Sua Beatitudine , introdotto 
da Monfignor Maeftro di Camera , che avevaio 
ricevuto fuori della Buffola dell'Anticamera de* 
Cavalieri , e le umiliò, in nome di quefta Metro- 
poli, colla già inferita di lei Lettera un offequio- 
fiffimo rendimento di grazie onorato da Sua San- 
tità col feguente Breve . 

CLEMENS PP. XII. 

D Beiti Fila JVobiles Viri falutem , 0* 

ftolicam Benediltionem . Gratum , 0 ju'- 
cundum Nohìs accidit e vejìris offìciofiffhnis lift e- 
ris intellexiJTe j quo plaufu, l^titidque datum Vohis 
Archìepifcopum Fenerabilem Fratrem CARO^ 

LUM CAlETANUM STAMPAM percepe-^ 

ritis . Narri cum in animo Nobis fuerit , infigni 
adeo Civitati in bujufmodi re gravijjima confulere 
fìngulari fludio •, Quidquid Nobis inditium pr^» 
bet , id optime contigijje prò Noflrd eximid erga 
Nobilitates Feflras benevolentid efferimur fummo 
f me gaudio , gratulati , ita obf ^quii , ac religio fi 
Cultus erga Nos ipfos , Romanamque Sedem Feflri 
vicem reddidijfe . Qtwd utique , ubi occafio fe offe* 
rat yTiunquam pr cetorini furi fumus , 0 modo vo* 
luntatis Nofirce obfidem paternam benediUionem, 
Pobis Dilelii Fila Nobile s Firi peramanter imper- 
timur . Datum Romce apiid SanHam jMariam 
Jrlajurem fub Annulo Pifcatoris die XXFllL 

D Alaji 


28 

JMaji MDCCXXXVIL Pontificatus Xoflri An- 
m Settimo . 

Firmata Joaitms Vincentius Luchefinius , Et 
figillat. ^c. 

A tergo . DìleSìis Film Nohilìbus Viris Prce- 
feUo , ^ Sexaginta Decurionibus Confilii Genera- 
lis Civitatis Mediolafìi . 

Con Toccallone di quella feconda Udienza fi 
era il Sig. Ambafeiadore fatto cuore a più eftefe 
fuppliche , per impetrare al novello Monfignor 
Arcivefeovo il decoro della Porpora ; andò per 
tanto ad efporre di bel nuovo le fue rifpettofe 
premure agli Eminentiflimi Palatini , caldamente 
ripregati delli validiffimi loro uffizj , e favori ; e 
ne riportò le più gentili efpreffioni , ufete ferapre 
da ognuno di loro nelle rifpofle , che anno refe di 
tempo in tempo cortefemente alla Città . 

Profeguì il Sig. Ambafeiadore , e terminò le 
Vifite del Sacro Collegio (reftituite pofeia colle 
lolite formalità da qualunque de’ Signori Porpo- 
rati , che non folfe legitimamente impedito) 
dopo quelle attefe a tutti gli altri atti di conve- 
nienza efpofti nella di lui relazione all’ Eccellen- 
tiffimo Generale Configlio , e fece di poi riftan- 
za , per ottenere da Noftro Signore l’udienza... 
di congedo , che gli fu accordata per li 30. di Giu- 
gno. In tal giorno, col medefimo accompagna- 
mento altre volte mandatogli dall’ Eminentiflirao 
del Giudice , e dalle Corti , fi portò al Palazzo 


Appoftolico; colla fteiTa formalità già defcritta 
venne introdotto al Soglio Pontificio , e rinno- 
vato l’umiliffimo rendimento di grazie , per l’ele- 
zione di Monfignor STAMPA in noftro Arci- 
vefcovo, difcefe a fupplicare Sua Santità, di tener 
prefènte un cosi degno Pallore per gli onori 
più ragguardevoli , che tanti di lui PrecelTori 
anno goduto, ed ebbe il contento di conofcerla ben 
propenfa a conlblare pienamente i voti di quella 
Metropoli . 

Aveva già il Beatiflìmo Padre conferita un 
Abadìa al Sig. Marchelc Abate Don Galeazzo 
Arconati , ed una penfione di cento Scudi Roma- 
ni al Sig. Conte Gio. Franceico Annone , onde il 
Sig Ambafeiadore compì con Sua Santità anche 
per quelli fegnalati favori , ai quali fi compiacque 
Ella di aggi ognere il dono colle fu e mani fattogli 
di una Corona di Lapislazzuli guernita d’oro , e 
ricca di molte indulgenze , oltre quelle prima 
copioiàmente concefiegli , e di altre Corone di 
Pietre preziole con Medaglie d’oro, che fece dare 
ai Cavalieri Ihoi Compagni da Monfignor Mae- 
ilro di Camera . 

Licenziatoli il Sig. Marchefe Don Emilio, 
dopo la Santa Benedizione , e dopo elTere flato 
benigniffimamente ammelTo al bacio de’Santifi 
fimi Piedi tutto il fuo lèguito , efclufi però li 
Staffieri , fu accompagnato da Monfignor Maellro 
di Camera al fito , ove avevaio ricevuto ; calò a 

rive- 


3 ^. 

riverire gli Eminentiffimi Corfini , e Firau , per 
rinnovar loro le predette iflanze a favore di Mon- 
fignor Arcivefcovo , e licenziarli , partecipata 
loro la deftinazione della fua proffima partenza da 
Roma ; e fece la notte leguente deporre le Armi 
Pontificie , di S. M. C. C. , e di quella Città . 

Pratticò ne’ leguenti giorni in privato li 
ftefli ufficj coir Eminentiffimo del Giudice, 
Monfignor d’Harac ; refe loro diftintiffime grazie 
per quelle compartite alla fua Rapprelentanza , 
ed , elèguiti varj altri complimenti , partì da Ro- 
ma , d’onde alli 9. Agollo 1737. giunle felicemen- 
te a Milano, da cui gli furono corrilpolle con Let- 
tera del Generale Configlio le più dillinte elpref 
fioni di un vivo ringraziamento , e dei dovuti 
encomi, per tutto quanto aveva Egli nella fua glo- 
riola legazione operato con mirabile làviezza , e 
decoro della Patria • 

Stava frattanto quello Pubblico nella impa- 
zienza d’udire due nuove in un tempo , una della 
Promozione di Monfignor Arcivefcovo al Cardi- 
nalato , l’altra della venuta di Elfo a quella Chiefa 
fua Spofa , della quale ne aveva già Monfignor 11 - 
lullrilfimo e Reverendiflìmo Arciprete del Duo- 
mo , Vicario Generale Capitolare Don Giovanni 
Manrique come fpeciale Delegato , alli 1 3. Luglio 
con invito della Nobiltà fatto da’ Signori Conti 
Stampa prefo il poflèfib , la fera innanzi avvifato 
dal fuono di tutte le Campane della Città 

Nè 


Nè certamente era meno intenfà la brama 
del novello Monfìgnor Arcivefcovo , di venirle 
ali’ incontro ; onde volle fin da Roma darle un 
faggio di fila Paterna affezione , indirizzandole 
la lòtto elprelTa eruditiflima Paflorale . 

CAROLUS CAJETANUS 

STAMPA 

Dei , @ ^poflolica Sedis Gratid 

SANCTiE MEDIOLANENSIS ECCLESIiE 
ARCHIEPISCOPUS &c. 


VenerabilibusFratribuSjDìlevflifllmisinChriflo Filiis,CapituIo,' 
Clero 5 Populoque fuo falutem in Domino fempiternam . 

Q uanta animi volaptate perfandebamur , quod 
Ampl'tffimus S.R.E. Cardinalis ODESCAL- 
'CHUS Sacerdotali amplificando Sacrofian- 
Bo Religionis Zelo , fingulari Vito innocentia , 
mortmi fuavitate , rerum agendarum peritia , cote- 
rifque eximiis Optimi Profulis virtutibus prodi- 
tus gubernando proclarijfimo ifiti , ac tot nomini- 
bus Inclyto Metropolitano Ecclefìo magna cum 
omnium laude pergeret ; tanta fané doloris acerbi- 
tate perculfì fuimus , ubi ob pertinacem vim morbi, 
quo a quinquennio ultra affliSiatur, injunBam 
fibi animarum vefirarum procurationem dimifìjfe 

intei- 


3 ® 

intelleximus : nec pajji fumus , quin affiduis preci- 
bus ^utboreni Luminum deprecarenmr , ut alium 
Paflorem fubftitueret , qui ejufdem Cardinalis 
exempla prò Spirituali Patrice nofircs incremento 
amuìaretur . 

Quum vero nuper accepimus , Divini difpofi- 
tione confini a Sanaijfimo D. N". CLEMENTE 
XIL {quem Deus diu fofpitem , ^ incolumem fer- 
vei) nullis pracedentibus meritis nofiris ad tam 
fublimtm gradum eveSios nos effe ; eo magis id ex- 
pe^ationem noftram excefiit , majoremque animi 
trepidationem excitavit , quo ab artium arte , bu- 
tnerifq; Xngelicis formidando Animar um regimine 
anteafueramus alieni . Mente etiam volutabamus, 
^effe nobis T^irtutes illas , quce ab Apoflolo Paulo 
dileSlis Difcipulis finis Timotbeo , Tito , atque 
adeo fingulis Ovium] ESU CHRISTl Paftoribus 
tantopere commendantur . Et fi tantum aótio PriE- 
Tulis aflionem Popoli debet tranlcendere , quan- 
tura dittare folet a grege vita Pattoris , ut 51 Gre- 
gorii M. teflimonio comprobatiir : minime Nobis 
fiuccenfiendum erat , quod fiatis confidi tenuitatis 
nofilra commififiam ifiius Dioecefis fiollicitudinem 
ninno pavore perterriti affumeremus . Occurre- 
bant infiuper luculentiffima gefia aliorum Antifii- 
tum de Ecclefia ifta fiummopere meritormn , ex qui- 
bus ad quadraginta colimus in SS. Album coopta- 
tos . Hifice autem nos adnumerare non audentes , 
fied ipfi in nobifimetipfis mctientes comparane 

tes 


tes nofmetipfos nobis , tantum declinare fnccs(]h‘ 
nem mahnjjemus , quantmn impares eorum Vepìi- 
giis perfequendis videbarnur , 

Quoniam vero certi Nobis eramiis , Sacerdo- 
tale fafligium nec cmcupiffe , nec poflulaJTe , credi- 
dimus , fuffragantibus etiam Frudentibus Viris , 
quos in re tam gravi confìliarios adbibiiimus , a 
Domino fadiam e/fe ijlud , atq; opus effe Dextera 
Excelfì . Et quia juxta memorati Gregorii auSo- 
ritatem obedienter fèqui debenius , quod mifèri- 
cors Regentis manus velit de nobis operati , ne 
aliter indignationem incurramus iltis indiblam , 
qui ad culturam Evangelict agrt vocati ventre re- 
cufant f impofitec furcinee bumeros fuppofutmus j 
qui prius trepidabamus de merito , gavifì poflea 
fumus de dono , preti , quod Dominus , qui infirma 
mundi eligit , ut fortia quceque confundat , vocat 
ea, qua noti flint , tanquam ea , quafunt , & fepe 
filios Nbraba de lapidtbus fufcitat , dabit virtutem 
conferens dignitatem , cum fuerit bonoris Au- 
flor , erit ettam admhùfìrationis Adjutor . Que- 
madmodum enìni JVLoyfan , Hieremiam , altojque 
Sanbìiffimos Viros ad maxima quaque vocatos ifiis 
fuavtfftmis voctbus Deus J\^ifericordtarum y bfl to- 
tius Confolationis erexit : Egoerotecum, fìc fpe 
fuflentamur fore , ut Coelefiis Pater familias , a 
quo Vinca fua adminifiranda praficimur , fuble- 
vet jifdem piane fubfidiis longe graviorem ìnfirmi- 
tatem nofiram , atque Eo confortante omnia pofi 

E fimus , 


54 

fimm , 0* Filius Dei glorifieetur in nobis . 

Quibus fané Exemplis addugli , Venerabiles 
Fratres , pr^fentes literas f ?ribere conflituimus , 
non folum , ut more Majorum^ per falutationis off- 
cium j de noftra inauguratione vos certiores facia- 
mus ^verum etiam ut in Vefirum finum deponamus 
fenfuum noflrorum fecreta , & non in perfua/tbili- 
bus humance Sapientice verbis , fed in ofìenfìone fpi- 
rituSy^ virtutis aperiamus, quo animo comparati 
ad curam Eccleft^ Mediolanenfis accedere decreve^ 
rimus , quidque enixe a J^obts flagitemus , ut in 
Via Dei cum confenfu ambulare valeamus . 

Porro quum illud in primis a Sacrar um Pagi- 
narum Oraculis didicerimus yEvangelicam DoSiri- 
nam multum ab ^iifleritate Jìdofaic^ Legis disia- 
re ; Manfuetudinem , ^ Clementiam Servatoris 
JVofiri JESU CHR ISTI, qui efl Sacerdos in ceter- 
num fecundum Ordinem Melchifedech , iinitari to- 
tis viribus contendemus , Ejufdem pr^fertim Voci- 
bus ad uTures Noflras fijepe refonantibus : Difcite 
a me, quia mitis fura, & humilis corde . Habeant 
proinde fìnguli h^c Officii JVoflri futura pr^fagia, 
omnia nos ^quì bonique accepturos , ncque ojnijfu- 
ros , quo omnibus per omnia piacere , & quorum- 
cunique Votis amtuere , quantum in Domino pojfu- 
mus y fludeamus . Caveant nihilominus , ne quid- 
quam Sacris Canonibus , Tridentimc Synodi San- 
Uionibus y 0* Laudabilibus iflius Dioecefìs uftbus 
dijfonum , aut per fe ipfos , aut per impulfus , ^ 


commendationes aliorunt importune conentur expo-' 
fcere : Etenim ne phcentes bominibus Cbriflo pia- 
cere negligamus , ea qua par efl , libertate , preces 
mbis porrebìas rejiciemus , baud ignorantes , aque 
illos in Divinis literis reprobari , qui Ecclefiaflìc is 
Conflitutiones , ^ SanéiiJJimas Canonum Regulas 
plus /equo extendentes , jugum nimis rigidum , ^ 
pene importabile faciunt , ac eos,qui fua qu^erentes, 
non quae JESU CHRISTI , incredibili facilitate 
cum fummo Ecclefìaflica Difciplince detrimento 
eafdem relaxant . 

Experientia tamen edoSìi , maximam inde 
preejudicii partem in Ecclefìatn redundare , quod fi 
qui ex bominibus affumuntur , ut in jis , quce ad 
Deum funt , confiituantur , 0* offerant dona , 
Sacrificia prò peccatis , nullo , vel exiguo virtutis 
preefìdio prcecellunt , preecipuam operam dabimus , 
ut qui ad Sacros Ordines promoveri defiderantf 
vita integritate , morum gravitate , fapientia , 
aliifque animi dotihus fulgeant , quibus Salis , ^ 
Lacis inflar aliorum Fidelium corda condire , men- 
tefque valeant illuflrare . Quamobrem nemini cito 
manum inponentes , ut ait uFpoftolus , Celeberri- 
mum quoque illud monitum S. Gregorii dtligenter 
exequi curabimus : Ertole in Ordinatione tollici* 
ti , 8c ad Sacros Ordines alpirare , nifi provedtio- 
res arate , 6c mundos corde nullatenus perniitra- 
tis, ne forte femper erte definant,quod immature 
erte fertinant • 


E 2 


Inte- 


3 ^ 

Interea yenerahiles Fratres , Gaudium no- 
flrum , Corona noflra , {Qtiorum nomine- Cano- 
nicos iflius Metropolitana Ecclefia,aliofque omnes 
in Sacerdotali grada con/ìitutos intei ligi volumus,) 
et fi f ponte currentibus calcaria addere tion oportet; 
Pafioralis tamen follicitudo pofiulat , ut dilezione 
potius , quam Auìloritate vocationis vefira memo- 
riam vobis excitemus . Cum fitis ergo Gens Saft- 
da , Gregis Chrifli portio nobilior , Genus Eleólum, 
nabli hareditatis Dominica fortem , fideles difpen- 
fatores myfleriorum Dei , tanquam Angeli coelitus 
tniffi propter aliar um falutem , prout a Sacris Pa- 
ginis defignamini : Rogamus vos , ^ obfecramus, 
ut Nobifcum communi fiudio , ^ fervore adlabo- 
rantes , in partem laborum nofirorum adfcitos ej]e 
monflretis . Eo alacrius , cum effemus ancipites in 
fufcipiendo onere Nobis injunblo , confirmatos nos 
fenfimus , quo fecurius confideravìmus , Florentiffi- 
mam Urbem , Cultifiìviamque Dia ce firn JSfobis ob- 
tigiffe a primis ufque temporibus jatdis Evangelii 
feminibus ab ^poftolo BARNABA , Sanhi(fi- 

mis ANABOLIO , CAJO , AAIBROSIO , aiìi(- 
que fecundatam , pracipue vero a CAROLO 
BORROMrEO ceternis iMuhbus pTccdicando , 
Hcereticormn reliquiis aboUtis , adaii^j Religione j 
reflituta Canonica difciplina , Immiinitate Eccle- 
fiaflica religiofe fervata , aliifque gejiis , exemplif- 
que fingularibus decoratam . Accedcbat autem ad 
jolatium ; quod a T^igilantiffimis Decejforibus No- 

/ìris 


flris eos conflitutos audivimus jdnimarmn ReSto- 
res , qui cum Regularium quoq; Ordinum opera , ' 
pafcere ovss verbo , pr cetre virtutibus, Sacramentis 
reficere , peccantes arguere , ignorante^ decere , in- 
ftrntos , pauperes , & pufillanimes conf ìlari , alia~ 
que bis (Imilia peragere confueverunt . Id unum 
proinde a Fobis etiam , atq; etiam requirimus , ^ 
prceflolaniur , ut acceptam gratiam per impofitio~ 
nem manuum Presbyterii non negligatis , fed au- 
geatis , in voeatione , qua vacati eflis digne 
■ambulantes , quce a Majoribus veflris dottrina ^ 
cxempìo accepijìis , implere gefliatis , ut ^djutorio 
veflra f uff ulti dirigamus Vias Domini , reSiafque 
cjtis femitas flmul faciamus . 

A Vobis etiam DEO Devota VIRGINES, 
qua Regnum Mundi, omnemq; Ornatum Secali 
contemnentes , tota carde Sponfum Animarum ve- 
{Ir or uni diligere fpopondifìis , Eunidem exorandum 
fare non dubitanius , ut de throno Altitudinis fua 
mittere dignetur Scdium fuaram ajjifìricem Sa- 
pientiam noflris laborihus inharentem , miferi- 
corditer adferentem fpiritum confìlii ^ fortitu- 
dinis , fpìritum fcientia, pietatis , quo fa£ii for- 

ma gregis in Orriflo faufle feliciterq; concreditam 
Provinciam fubeamus . Et quoniam Infcrutabili 
Divina Providetxtia Arcano fa£ium eft, ut Curam 
Omnium immerentes tener emus ; ne ex caufa imbe- 
cillitatis nofìra , earumque virtutmn deferta , quas 
tam Infignis Ecclefia Regimen,if^ collata dignitas 

exigit , 


. 3 ? 

exigit , ccelefles beneficentice altcuì deficiant ; Vos 
etiam DìleéUffinti in Cbrifìi Filii y qui e/iis Populus 
acceptabilis , 0 " acquifitionis , SeSixtor honorum 
operum , vebementer cobortamur , ut in omni ora- 
tione obfecratione petitiones veflra innotefcxnt 
prò nobis apud Demn, atque adjuvetis JVbs in Ora- 
tionibus veftris . 

Cteterum Fos omnes Venerabiles Fratres , ^ 
Dile^iffìmi in Cbri fio Filii ex animo deprecamur, 
ut ad B. riRGIJVEM M^RI^M DEI GENI- 
TRICEM, SS.BARNABAM,AMBROSlUM, 
CAROLUM. BORROMjEUM f aliofque iflius 
Urbis , Dicecefis prafentijjimos Tutelares , ac 
Patrono s accurratis . Sicut enim in gravioribus 
aliis necejjìtatibus pajjl non funt a piis Alumnis , * 
vet Concivibus opem fuam unquam de fiderari ; ita 
uberem nobis gratiam intuitu meritorum veflro- 
rum ab Audiore bonorum omnium obtenturos fiore 
confidimus . 

Prafidiis ifiis innixi , atque muniti dificurre- 
mus , fieflinabimus , fiuficitabimus vos , fiuperimpen- 
demur ipfi prò Animabns vefitrisj Boni Pafioris 
txemplo animam prò vobis ponere non dubitabimus : 
injìabimus opportune , importune , arguemus , in- 
crepabimus , fi quando opus fiuerit , defiruemus 
quoq; evellemus , dijfipabimus , atq; ita Deo adju- 
vante commi ffi muneris partes explere fiatagemus , 

ut lESU CHRISTO PASTORUM PRINCI- 
PI , uETERNOfiQJE JUDICI 0 ves fiuas de 

marni 


manu noftra requirenti villicationis rationem red- 
dituri , pojjlmus humiliter refpondere : Quos dedi- 
fli mihi non perdidi ex eh quempiam , fèd infir- 
mum confondavi , abjetìum reduxi , 8c quod pe- 
rierat conquifivi . Interim vero gaudium , Unga- 
nhnitatem , catera S. Spiritus charifmata om^ 
nìhus peramanter anmmciamus ; Et Pax Dei , 
(Vice exuperat omnem fenfumcuflodiat corda veflra, 
intei ligentias veflras in CHRISTO JESZI 
IX) MINO NOSTRO. 

Datimi Roma extra Portam Flaminiam die 
vi. Mail MDCCXXXVIL 

Oltre l’avere manifeftato al Clero , e Popolo 
Milanefo i lentimenti del paterno fuo animo, 
volle Mpalignor Arcivefoovo avvifare rEccelIén- 
tillimo Generale Conflglio della fua prefta venu- 
ta , e gli forilìe quefti iènfl . 

Eccellenze . 

» 

A l/’ approjjìmarfi il da me al maggior fegno 
defiderato momento di portarmi alla refìden<‘ 
za di codefla mia Chiefa , bo il vantaggio di preve* 

. nire a VP'. E E. la notizia della difpofìzione , in cui 
fono , di mettermi col Divino ajuto in cammino a 
codefla volta dentro il proflìmo mefe . Spero , che la 
ingenua cordialità della Patria , ben' efpreffa nella 
gentilezza delle EE. fìa per pregare il Signo- 
re , perchè fi degni profperare il mio viaggio , e 
che vorranno accogliere con gradimento quefia par- 
te 


4 ® . . . 

te del mio dovere , e ajpeurarfi di tutta la mia più 
viva corrif pendenza , e prontezza , a palefarmi in 
ogni congiuntura coll’ opere , quale con pienezza di 
flima, e con porgere alT^ltiffimo i più fervidi Voti, 
perchè abbondantemente ricolmi le cofpicue loro 
Ferfone , e tutti codefii Popoli delle Celefli fue Be- 
nedizioni , immutabilmente mi raffermo 

Di VV. EE. Roma 14. Dicembre 1737. 

Firm. Divotifjìmo ,ed obbligatiffimo Servidore 
Carlo Gaetano Arcivefcovo di Milano . 
Et fìgillat. ISc. 

In calce . EccellentiJJimi Signori Vicario di 
Provvifione , e Seffanta Decurioni della Città di 
Milano . 

A tergo . A loro Eccellenze . I Signori Vica- 
rio di Provvifione, e Se/f %nta Decurioni della Città 
di Milano . 

Nella prima radunanza del Generale Conll- 
glio fatta nell’anno 1738. partecipò così faufto 
avvilo la diligenza lodevoliffima del Sig. Vicario 
di Provvifione Marchefe Don Girolamo Cafti- 
glioni , che in quella Carica acceleratagli dalla 
gloriola prevenzione dei ben diftinti fuoi meriti , 
e Ibftenuta con applaufo comune ha dato gran 
faggio d’una prudenza molto fuperiore all’età fua; 
fu fubito ordinato , che fi difponelTero i conve- 
nienti apparati pel ricevimento di Monfignor Ar- 
vefcovo STAMPA , rimelTane la cura al Tribu- 
nale di Provvifione, che prelcellèper la Ibpranten- 

denza, 


41 

denza , e direzione due perlpicacillimi Cavalieri , 
il Sig. Marchefe Don AlelTandro Teodoro Trivul- 
zio , ed il Sig. Don Antonio Tofcano . 

Si delegarono nello fteflb tempo dal Gene- 
rale Conligliojper complire ai Confini dello Stato 
con Monfignor Arcivefcovo , nella fua pubblica 
venuta al Governo Spirituale di quella Chiela , li 
Signori Marchefe Don Giacomo Fagnano , Conte 
Don Criftierno Stampa, Conte Don Gio. Bene- 
detto Borromeo Arele, Conte Don Galeazzo Sor- 
bellone ; l’ultimo de’ quali eletto non Iblamenté 
per le pregievoli di lui qualità , ma altresì per 
Toffervanza di quel fegnalato Privilegio ^ che que- 
lla Metropoli nel giorno 4. Novembre 1587. fla- 
bill di concedere al fu Sig. Cardinale di San Gior- 
gio Gio. Antonio Sorbellone Cugino di San Carlo 
Borromeo , ed a tutti i Dilcendenti Mafchi dei 
Signori Conti Gio. Battifìa , ed AlelTandro Sor- 
belloni di lui Nipoti , in contralTegno della pub- 
blica gratitudine al favore dell’ efìicacillìmo Pa- 
trocinio compartitole dal fuddetto Porporato, con 
ottimo fuccelTo , nelle più ardue congiunture di 
que’ tempi ; Privilegio, che fra le altre cofe portò 
a’ Signori Sorbelloni la prerogativa di porre l’Ar- 
ma della Città nello flemma della Nobiliilìma loro 
Famiglia , e di potere uno d ’etli , volendo , inter- 
venire , fempre che occorra di raandarfi dalla Cit- 
tà Arabafciadori d’onore per complimenti , o in- 
contri a qualllvoglia Principe , o Signore . . 

F Kifpofe 


4 ^ . 

Rifpofe la Città di Milano a Monfignor Ar- 
civefcovo con efpreffioni del Angolare godimento 
recatole dalla notizia del fuo proffimo arrivo al 
Governo Spirituale di quella Chiefa; e perchè ar- 
dentemente bramava di vederlo preftamente con 
quel Sacro Fregio , di cui tanti Preceflbri furono 
decorati , moffe con ferventiflime fuppliche il 
Padrone Augnili (fimo ad interporre per sì conve- 
nevol fine gli Uffizj della fua Celarea Reai Pro- 
tezione . 

Spiegata quella nella Corte di Roma, giunle 
quel giorno con impazienza afpettato da' pubbli- 
ci defiderj , che portò Monfignor STAMPA alla 
Porpora . Si divulgò la faulla nuova alli 26. di 
Febbrajo 1739. participata in detto giorno da Sua 
Eminenza col mezzo del fuo Segretario dell’ Am- 
balciate all’ Eccellentilfimo Vicario di Provvifio- 
ne Don Alberto Vifconti d’ Aragona , per le fue 
rare prerogative la terza volta giunto ad elèrcita- 
re sì colpicua Dignità , ed univerlàle fu il giubilo, 
al rilàperfi una così degna promozione , da cui ve- 
niva fatta giullizia alli tanti meriti del ragguar- 
devole Prelato , continuata la Metropoli nel deco- 
rolb poflelTo, d’avere per fuo Arcivelcovo un Car- 
dinale , ed accrefciuto il lullro ad una Famiglia 
Patrizia infigne per tanti Eroi legnalatifi nelle 
Corti , nel Foro , e nelle Armi , fra quali , per ta- 
cere di tanti altri . 

Il Conte del SL R. I. Giovanni Stampa Scu- 
diere 


diere dell’ Imperadore Carlo Magno , che dalle 
Gallie tralportò in Italia il fuo Illuftre Calato , 
da cui fu pofcia nel 1009. qui ftabilita la per- 
manenza . 

Lanfranco del 1 1 1 9. eletto fra trentacinque 
Decurioni Milanefi . 

Baldiccione , che ottenne il Feudo nel 1 168. 
con dominio libero , ed alToluto di Moncaftello ; 
Signorìa da’ Conti Stampa comperata collo sborlb 
di un rilevantilfimo contante fatto a’ Popoli Alet 
fàndrini , che lo convertirono in far fabbricare la 
Cattedrale di Aleflandria, in tal tempo eretta 
in Città coir aflènfo del Pontefice AlelTandro III., 
e dell’ Imperadore Federico Barbarofla . 

Guido per faviezza eccellente, e per Lettere 
eruditilfimo . 

Marco Principe accorto nella Fazione Gi- 
belina . 

Giovanni , che introduUe il Duca Francelco 
Sforza in Milano .. 

Francelco prode difenlòre di Cremona nell’ 
iuvallone de’ Galli . 

Pier Martire gran Miniftro del detto Duca , 
da lui in un Diploma 5. Giugno 1524. commen- 
dato con quelle elprelfioni : .ye ita paucos babere, 
quos cum Senatore Petro Martyre Stampa confer» 
re pojfet . 

Malfimiliano Ambalciadore Ducale negli at 
fari di maggior importanza, Procuratore nel trat- 

F a tato 


tato di Pace fra il Duca Sforza , ed i Re di Fran- 
cia, e dlnghilterra, e le Repubbliche di Venezia, 
e Firenze , ed Alfonfo Duca di Modena , e Fer- 
rara ; Governatore , e Prefetto di tutte le Città , 
c Fortezze del Ducato , e prefcelto al grand’ ono- 
re di ipoiàre a nome del fuo Sovrano in Brufèles 
Chriftierna figlia del Re di Danimarca, e Nipote 
di Carlo Quinto Iraperadore ,• da dui trattata con 
iiplendidiffimo accoglimento nella fua Villa di 
Cuifàgo , e pofcia riconfegnata vedova al fuddetto 
■Monarca di lei Zio , da cui in premio della invio- 
labile fedeltà venne quegli confermato nella_. 
Reggenza defCaftello di quella Metropoli , oltre 
elTergli flati conferiti molti altri titoli , privilegi , 
'ed onori , fra i quali colpicua fu la carica di fuo 
Cameriere , ed Intimo Confìgliere Cefarèo di 
Stato. 

Due Ermeti , l’uno Prelato , e Senatore , da 
Celati , e da Pontefici lodato con ragguardevoli 
encomi in più Brevi, e Diplomi, l’altro Marchefe 
di Soncino , Confìgliere di Stato dillinto negli 
onori da Filippo III. Re delle^Spagnc , che fra gli 
altri premi dichiarò Feudatario di Culago . 

Don 'Uberto Conte del S. R. I. , degniffimo 
Patrizio , di cui non perirà mai la memoria, che 
dopo efferfi diflinto nelle-Armi fono le gloriofe 
Infègne del Monarca Auftriaco delle Spagne , fu 
€ol Sig. Conte Gio. Battilla Scotti , dalla Patria 
prefcelto a prefentare in di lei nome gli omaggi al 

Sere- 


Sereniamo Sig. Principe Eugenio di Savoja Ge- 
nerale Comandante delle Armi Cefàree , e dàll’ 
Imperadore Giulèppe creato Cavaliere della_i 
Chiave d’Oro , ed Intimo Configliere di Stato; 
indi elàltato dal Regnante CARLO SESTO al 
Grandato di Spagna con tutti li Primogeniti della 
Nobiliffima fua Stirpe in infinito , e nuovamente 
creato fuo Intimo Configliere di Stato , ed ebbe 
i’onorevoliffima Carica di filo Ambafciadore , e 
Plenipotenziario Ceiàreo prefib la Corte di Por» 
togallo fbftenuta con fbmma lode , con generofò 
dispendio ; Indi da Sua Maeftà onorato della rag- 
guardevole deputazione per lèrvire nel 1713. la 
Reale tua Spofa ELISABETTA CRISTINA 
nel viaggio da Cattalogna a Milano . 

Sua Eccellenza il Signor Conte Don Carlo 
Stampa fratello dell’ Erainentillimo Arcivefcovo, 
Conte del S. R. I. , Cavaliere della Sacra Religio- 
ne di Malta, Perfonaggio infigne nelle Armi , pafi 
lato di Cariche in Cariche con quella celerità, 
con cui leppe meritarle , cioè di Generale di Bat- 
taglia deir Elèrcito Celareo nel Regno di Porto- 
gallo , di Tenente-Marelciallo di Campo, di Ge- 
nerale d’infanterìa (titolo, di cui è tutt’.ora fre- 
giato) e di Comandante dell’ Artiglierìa nell’ In- 
fubria' Auftriaca ; Indi onorato' da S. M. C. C. 
coir importantiflitna commeflione di prendere, 
anche a nome del Sacro Romano Impero , il pofi 
fèfiTo dei Ducati di Parma, e Piacenza, governare 

quelle 


46 

quelle Provincie , e contenere in eiàtta diiciplina 
le Truppe (imprelà in quelle icabroiè circoftanze, 
a vifta delle più attente oflervazioni de’ Miniftri 
delle principali Potenze dell’Europa colà concorfi, 
mirabilmente condotta con piena foddisfazione^ 
de’ Popoli , dalli quali fu acclamato col gloriola 
nome di Padre) premiato dalla Ceiàrea Clemen- 
za col fingolariflìmo Carattere di fuo Commeflà- 
rio Plenipotenziario in Italia , e con quello di at- 
tuale Intimo fuo Configliere di Stato , oltre alla 
conferma del fuddetto ragguardevole titolo dì 
Conte del Sacro Romano Impero ancora a bene- 
fizio de’ lùoi Fratelli , e Dilcendenti (titolo con- 
ferito a quella Illullre Famiglia prima de’ tempi 
dell’ invittilDmo Carlo V. , e nella medelìma con- 
tinuato fino al giorno d’oggi) e pofcia nell’ ultima 
guerra d'Italia prelcelto dal Regnante Augullifi 
fimo alla cullodia , e governo della Città di Man- 
tova , fola allora fra tante Piazze in potere de’ 
Celàrei, per più meli forbata , con eguale làviezza , 
e valore, illelà dal Blocco di tre potenti Eferciti , 
mantenuta fempre di Vittovaglie, e rela contenta 
■delle lue ottime provvidenze in que’ tempi ellre- 
mamente dilàllrofi ; Perfonaggio , che in tutti i 
•luccennati , ed altri impieghi Militari , e Politici 
fi dato con fomma attività , e prudenza alla Corte 
Celàrea , ed a’ Popoli continue prove della coftan- 
tillìma fua fedeltà , e zelantilfimo amore . 

'£ finalmente il Sig. Conte Don Crillierno 

degnifi 


degniflìrao figlio dell’ emerito Patrizio , e Grande 
di Spagna Sig. Conte Don Guido , Nipote di Sua 
Eminenza , Conte del Sacro Romano Impero , 
parimenti Grande di Spagna, poco tempo fa_, 
creato Cavaliere dell’ Infignifiimo Ordine del 
Tofon d’Oro , che va ièguendo le orme de’ fuoi 
grand’ Avi . 

Alla gloriola promozione del gran Prelato di 
quella Nobilillima Cala , celebrata da’ Signori 
Conti Stampa Fratello , e Nipote del Sig. Cardi- 
nale Arcivelcovo con dillintillìmi legni del mag- 
giore contento, ricchillime repplicate illuminazio- 
ni di tutto il loro Palazzo , generolè limoline a po- 
veri, abbondanti Fontane di lecito Vino, e Iblenne 
funzione di MelTa , e TeDeutn con invito di No- 
biItà,con vago apparato,e con ilquifitillima Mufica 
nella Chielà di San Fedele delti RR. Padri della 
Compagnia di Gesù , funzione fìngolarmente di- 
fìinta da molti sbari della grolTa Artiglieria di 
quello Reale Callello , applaudirono ancora le 
pubbliche rimollranze d’allegrezza , e di ll ima . 
verlo il novello Porporato (uniformi alle già date 
dalla Città , quand’ ebbe la faulla nuova della di 
lui elezione a quella Mitra) ; gareggiarono tutti i 
Nobili , e Ipecialmente i Parenti della Eminenza 
Sua, per raanifellarle in più guilè l’eccelfiva loro 
conlolazione . Vollero palefarla ancora le Sacre 
Claufure , fra le quali, le Angeliche dell’Infigne 
Monillero di San Paolo, ove lodevolmente vivono 

tre 


^8 

tre Sorelle , altrettante Nipoti , e due Cugino 
dell’ Eminentilllnio Pallore , fecero ornare con 
vago apparato , e dilpofizione di Lumiere , Tor- 
di) , e copiolìffimi lumi , l’elleriore grand’ atrio , e 
l’intimo corridore del Chiollo . Il Popolo tutto 
in copiofiirmaa folla concorlè a Iblenneggiare la 
Fella fatta dal Clero Metropolitano, col Sacro 
Canto dell’ Inno Ambrollano , a cui intervenne 
la Nobiltà in fontuolìlfima gala . 

Era obbligo del Generale Conlìglio il ren- 
dere fubito a Nollro Signore gli olTequiolì ringra- 
ziamenti, per avere in tal guilà compiuta l’opera 
della paterna di lui propenlìone verlb quella Me- 
tropoli , e raflegnolli con li lenii qui elpreffi . 
BEATISSIME PATER. 

A Rcbiepifcoputn optimum Divino ntimere No- 
bis datum fuperna beneficentia Beatitudinis 
Teflra ad praclarijjimam Sacra Pur pur a digni- 
tatem evexit , quam hujus Ecclefìa amplitudo , 
bujus Metropolis decus , omnium Nofirce Urbis 
• Ordinum Vota tam digno Prafuli jam pridem 
'aufpicabantur . Fervet in prafens officiofa amula- 
tio inter publicos , privatofque Mediolanenfìum 
plaufus , dum effusa hilaritate prò fe quifque con- 
tendit accepti beneficii fenfum profiteri . Inter hac 
tamen ea Nos cura non parum folicitat , quod 
grati animi dignam fìgnificationem teflari minime 
valemus BEATITUDINI VESTRM , cujus 
amor munificentia nofflram nimium ffuperat fa- 

cilita- 


cuìtatem . Reddimus propìerea quas poffumus gra- 
tias , & quod unum in Nobis ejl , perenne obfe- 
quium loco officii exbibemus , fau/ia omnia ajjìdais 
precibus apud Deum Optimum Maximum impe~ 
traturi BEATITUDINI rESTRJE , cujus 
Faternam , Apoflolicam BenediUionem advo- 
hiti SanSiijjìmis Fedibus demijjìjjìme imploramus . 

sanctitatis vestrm . 

Mediolani 4. Marta 
Humillimi , ^ Obfecpaentilfimi Servi 
Urbis Prafelius , Sexaginta Decurioms Civi- 
tatis Mediolanì . 

Lo fteiTo Ufficio fu efèguito ancora con S.M. 
C. C.,a cui quefto Pubblico nella fèguente Let- 
tera umiliò il rifpettofiffimo conolcimento , d’ave- 
re nel nuovo Porporato una ben memorabile., 
riprova della Imperiale di lei beneficenza , e 
Protezione . 

SACRA cesarea CATTOLICA 
REALE MAESTÀ', 

Q Uanto forti erano i motivi di proccurart 
la promozione del noflro Arcivefcovo alla 
' Sacra Porpora da noi rapprefentati alla 
CESAREA CATTOLICA MdESTA' VO- 
STRA y allorché s' impetrarono gli Uffìcj della 
Sovrana fua protezione alla Corte di Roma , al- 
trettanto urgenti fono quelli, che , vedendo fi ora 

G con- 


confolate da SUA SANTITÀ le pubbliche bra- 
me f ci portano a rajfegnare, come mnilifflmamente 
facciamo , le maggiori , e più vive grazie al glo- 
riofo Trono della MAESTÀ' VOSTRA, a cui 
devefì Tejfere noi confermati nella onorevole prero- 
gativa, di avere un Fajìore Cardinale , con quegli 
ottimi effetti , che ne derivano , e faranno un con- 
tinuo foggetto della pubblica offequiofijjìma rico- 
no fcenza . 

Supplichiamo perciò la MAESTÀ' VOSTRA 
a voler degnarla di un ClementiJJimo aggradimen- 
to , ed a mirar fempre colla innata Eroica fua 
propenfione quefla Metropoli , come la più cojìante 
nelt antico fedelijjìmo Vaffallaggio , come la più 
follecita nel proccurare di meritar fi l'AugufiiJJìmo 
Patrocinio , e più bramofa di vedere profperato 
dal Cielo hi tutti i tempi il grande Imperio della 
MAESTÀ VOSTRA CESAREA. CATTO- 
LICA, a cui c'inchiniamo con profondijjìma umi- 
liazione 

Della S. C. C. M. V. Milano 9. Marzo 1739. 

UmiliJJimi , ubbidientijjìmi Sudditi, è Vajfalli 
Il Vicario di Provvifione ,e Seffanta Decu- 
rioni della Città di Milano . 

Quefti fincerifllmi Tributi delia pubblica— 
indifpeniàbile riconolcenza accompagnati da al- 
tre Lettere fcritte agli Eminentimmi Cardinali 
Protettore della Germania , e Palatini , Monfi- 
gnor d’Harach , e Supremi Miniftri di Vienna 


yt 


(da ognuno de' quali fi telerò gentililfirae rifpofte, 
come lèguì anche in congiuntura delle luppUche 
frafmelTe,per conlèguire la fuJdetta promozione) 
ebbero la forte d’incontrare in ambe le Corti un 
benigni (fimo gradimento , e ben ne fognano le ri- 
marchevoli elprelfioni il Breve Pontificio , e_» 
rimperiale reforitto , che qui s’inforifoono . 


IleSii Filti Nohtles Viri Salutem,^ ^poflo- 
licam Benedidlionem . Extulimus ad ant- 


pli/Jìmum Romana Purpura honorem DileStum 
FiliumNoftrum Cardinalem STAMPAMy ita 
fané pluribus , maximifque gefiis muneribus , atque 
exantlatis laboribus prò bac SanóiiJJtma Sede prò- 
meritum . Quod cum in inclyta f^elftra Civitatis , 
ac Diaecefis decus , laudem verterit , gavifi , 
profeSio fumus , in ea re Nobilitatibm Feftris ante 
oculos obverfatam fuijfe paternam benevolentiam , 
qua plurima eximii Kefir i erga Nos, atque Apofto- 
licam Sedem obfequii Kicem retribuimus ; Aflaf- 
que idcirco JVobis immortales gratias prò teftimo' 
nio accepimus , nunquam apud Kos intei morituram 
Pontificia benignilatis mcmoriam , eamque debito 
cultu , ac Keneratione profequuturos . Nbs invi- 
cem Apofiolicarn BenediSlionem Kobis Diletti Filii 
JVobiks Kiri peramanter impertimur . Datum Ro- 
ma apud Sxnìlam Myìam Major em fubAnnur 


CLEMENS PP. XII. 



G 2 


lo 


h Pifcatoris die fecunda ^prilis MDCCXXXIX. 
Pontificatus Nofiri Anno Nono . 

ÌFirmat.Joannes Vincentius Lucbefìnius . Et 
figiUat. ^c. 

A tergo . DìleUìs Filiis Nobilìbus Virìs Pra- 
fe6io , ^ Sexagìnta Decurionibus ConfiUi Genera- 
lis Civitatis Mediolant . 

D on CARLO per la Divina Clemenza Im- 
peratore de’ Romani , fempre Auguflo , Re 
della Germania, di Cafliglia, di Leone , d Aragona, 
delle due Sicilie , di Gerufalemme , d’Ungberta , 
Bobemia , Dalmazia , Croazia , di Navarra , e del- 
le Indie ec. Duca di Milano , di Parma , Piacenza, 
e Mantova . 

Illuftre Magnifici , Spettabili , Nobili, fedeli, 
e Noflri Diletti . Il rendimento -(incero di grazie, 
cbe con Vbflra Carta fognata il giorno 9 . dello fcor- 
fo mefe ci avete umiliato per la Noflra Clementif- 
fìma Protezione efercitata con buon’ effetto pel con- 
feguimento della Sacra Porpora al nuovo Arci- 
vefcovo di codefla Noflra Metropoli , l abbiamo ri- 
cevuto , ed aggradito , qual vero attefiato della Vo- 
fira comune confolazione, e pari riconofcenza . Spe- 
riamo pert alito di vedere non mai fempre conti- 
nuato per Noi il vofiro fludio , ed amore , come in- 
ceffante vi ajficuriamo la Noflra cordiale accetta- 
zione , e paterna benevolenza in tutto quello , cbe 
poffa riguardare la voflra confolazione, cbe è flato 

uno 


nno de’ motivi , che ci hanno indotto a foUecitare 
la degna promozione- di codeflo ^rcivefcovo . Di 
J^ienna o’ 1 1 . Aprile 1739 

Firmat. CARLO . V. Marchio de Villaf rr P. 
V.ComesCervellonimConf. KPofitanus R. V.Al- 
varez R. V. Mar che fi R. V. Cerati R. V, Cavai’ 
li R. Paolo Bermudez della Torre . 

A tergo . All' Illuflre , Magnifici , Spettabili, 
Nobili , fe^li Nofiri Diletti Se^anta del Configlio 
Generale , Vicario , e Dodici di Provvifione della 
Noflra Città di Milano . Et figillat. cum figlilo 
Regio . 

Non terminò qui il contento della Città di 
Milano per la promozione del fuo Arcivefcovo ; 
Fu ella altresì fpettatrice d’una Sacra Ceremonia 
non mai più veduta ; Era già il Pallore zelanti!^ 
fimo privatamente giunto allo Spirituale Gover- 
no di quella Chielà nella metà di Luglio 1738., 
onde fu da Roma Ipedito a portargli la Berretta 
Cardinalizia Monlìgnor Domenico Volpi Came- 
riere lègreto di Nollro Signore, con particolar 
Breve di delegazione Pontificia, per compire la 
funzione , appoggiata a Sua Eminenza il Signor 
Cardinale Borromeo , Zio materno del novello 
Porporato . 

Nello llabillto giorno ly. Aprile andò l’Emi- 
nentiffirao Delegato col lèguito di molte Carroz- 
ze , e con decorolb accompagnamento alI’Arci- 
velcovile Palazzo , ne’ di cui Portici , valla Gale- 

rìa, 


ria , e prime Sale flava affollato il Popolo ; Si fe- 
cero vicendevole complimento i due Confàngui- 
nei Principi di Santa Ghieià, e portatili entrambi 
alla Cappella , in cui era la primaria Nobiltà in 
vaga sfarzofiffima gala , fletterò prefonti al Divino 
Sacrifizio , indi fèduti lòtto del Trono , fatto leg- 
gere il riferito Breve , e prefèntata da Monfignor 
Volpi all’ Eminentiffimo Borromeo la fuccennata 
Berretta , quefli la pofè in Capo al Sig. Cardinale 
Arcivefoovo , che poi fottratfoll per ifpogliarfi 
degli Abiti Pavonazzi , comparve fra poco col 
Manto Purpureo lòtto del Trono , e {piegarono la 
gran fella più cori di Iquifita Mufica . 

Recitò di poi una elegantillìma latina Ora- 
zione il Propoflo Generale de’ RR. Obblati Si- 
gnor Dottor Galpare Migliachetti , che data alle 
Stampe à giuflamente riportati gli encomj dì 
tutti , e maffime de’ Letterati , e chiule la funzio- 
ne l’Inno di ringraziamento col fuono di tutte le 
Campane di Milano . 

Compiuta quella con pubblica acclamazione 
lì palsò a fifTàre i giorni pel complimento da fari! 
a Sua Eminenza in Lodi , Iccondo lo flile , e pel 
lòlenne di lei ingrelTo in quella Metropoli . 

Andato avanti il Sig. Dottore Mafnago con 
il Sig. Dottore Calino a dilporre il Ceremoniale , 
s’incamminò rErainentilfimo Arcivelcovo con_. 
Monfignor Don Rocco Lunati lùo Maeflro di 
Camera , e col feguito della fua Coree al Moni- 

flero 


ftero dello Spedaletto de’ RR. Padri dell’ Ordine 
di San Girolamo. Vennegli incontro in tiro 
a fei fino alla Villa di Livraga il Reverendiffi- 
mo Padre Abate Generale Serpenti in abito ; il. 

? iuale dopo avere coraplito con fua Eminenza fa 
atto entrare nel di lei Sterzo , avendogli ceduto 
il luogo Monfignor Lunati poftofi in altro de’ 
fèguenti . 

Giunto il Sig. Cardinale Arcivefcovo al fùd* 
detto Moniftero, e fraontato alla Porta della Chiefa 
(nella di cui Piazza era lotto le Armi Ichierata 
una Compagnia di cento Dragoni a Cavallo man- 
data colà da Sua Eccellenza il Sig. Conte Gover- 
natore per lèrvirlo fino a Lodi ) fu accolto da’ Pa- 
dri in ordinanza col fuono delle Campane , ed 
Organo ; benedifle gli Alianti coll’ Alperlòrio 
prelèntatogli dal fuddetto Padre Abate Genera- 
le, e dopo breve Orazione all’Altare Maggiore, 
palsò al dellinato Appartamento , ove fu magnifi- 
camente trattato da’ RR. Padri , ed inchinato da’ 
Monfignori Don Gaetano Calìiglioni Arcidia- 
cono , Don Antonio Verri , Don Antonio Cor- 
bella delegati dal loro Capitolo Metropolitano 
colà portatili , per accompagnarlo a Lodi . 

PrelTo le 20. ore del 26. poftofi in Lettiga 
col Padre Abate Serpenti, a Croce alzata prolèguì 
il viaggio per quella Città, coll’accompagnamento 
de’ fuddetti Monfignori , e lèguito della fua Cor- 
te, Icoctato dalla Soldatelca , che lèrvivagli di 

van- 


/ 


vanguardia , e retroguardia . 

Giunto alla Villa di San Martino , tre miglia 
dilcofta da Lodi , vennegli fatto il complimento 
da Monfignor Patriarca Mezzabarba Vefcovo di 
quella Città , che aveva in fèguito non pochi Ca- 
valieri Patrizi , e copiofà Cittadinanza ; l’inchinò 
anche il Sig. Generale Wetes Comandante della 
Piazza fervito da molti Ufficiali , e Soldati , nell’ 
atto di efibirgli per quella congiuntura il lervig- 
gio della Soldatefca . 

Rifpolè l’Eminentiffimo Prelato con uraaniP 
fimi fenfi di gradimento , e di (lima , indi , fatto 
alcendere nella Lettiga Monfignor Mezzabarba 
al luogo del Padre Abate Serpenti , che làll nel 
primo de’ lèguenti tiri a lèi , pervenne a quella 
Città , falutato con 30. Ipari d’Artiglierla_. , 
e fuono di tutte le Campane'; accolto co’ viva 
di tutto il Popolo , che non celTava di ammira- 
re la maeftà del porporato Principe congiunta a 
tanta piacevolezza . 

Smontato dalla Lettiga Monfignor Patriarca 
Mezzabarba fi polè col fuo Capitolo in abito a 
ricevere Sua Eminenza fuori della Porta della 
Cattedrale , lii la di cui Piazza flavano fchierate 
in bella ordinanza cinque Compagnie d’infanterìa 
con Bandiere Ipiegate ; le porle l’Alperlbrio ; l’ac- 
compagnò all’Altare Maggiore , e (dopo compiuti 
i Ibliti riti) all’Appartamento fattole preparare 
nel V elcovile Palazzo . 


Com- 


Comparve quella fera maeftofamente iliuml- 
nato il Vefcovado in ogni fua parte interiore , ed 
efteriore , (azione imitata da quella Città, e da 
molti Nobili); fece Monfignore fuddetto diftri- 
buire a Poveri copiofe limoline, fervi il Sig. Car- 
dinale con ifplendido trattamento , nè vi fu chi 
non bramaiTe di dargli i fegni di una vera ftima , 
effendofi prefentato anche un Capitano, d'ordine 
di quello Eccellentilfimo Sig.Conte Governatore, 
ad offerirgli , con un'altra già fchierata Compa- 
gnia, la Guardia del Velcovile Palazzo , quale fu 
fubito dalla Eminenza Sua licenziata , con rendi- 
mento di grazie, convenevole regalo al Capitano, 
e mancia abbondante pe' Soldati . 

Si trovarono pronti in Lodi i Perlbnaggi 
Delegati a complire con l'Eminenza Sua , e, 
prefilto alla funzione il fulfeguente giorno, furono 
i primi ad eleguire quell' uffizio in nome del 
Capitolo Metropolitano i fuccennati Monfignori 
Calliglione Arcidiacono , Verri , e Corbella lè- 
duti , e coperti , indi li prelentarono i Signori 
Arabafciadori di quella Città , accrefciuti dal 
Generale Confìglio al numero di otto , quando 
intele la promozione di Monfignor Arcivelcovo 
alla Sacra Porpora , elTendo flati aggiunti i Signo- 
ri Marchelè Don Teodoro AlelTandro Trivulzio , 
Marchefe Don Pio Pallavicino , Conte Don Fi- 
lippo Archinto , e Conte Don Antonio Barbiano 
di Belgiojolb . 


H 


Uni. 


... . 

Unitifi quefti nella Cafa Modignani ( ove 
ebbero un iplendido trattamento dal Sig. Marche- 
fe Fagnani loro Decano , e Cognato del Sig. Car- 
dinale Arcivefeovo) fi portarono verfb le ore 14. 
alla Cattedrale con abiti della più ricca gala , e 
corrilpondente iegiiito di bellilllme Livree ac- 
compagnati dal Signor Ceremoniere Dottor Mat 
nago , ricevuti dalla Corte di Sua Eminenza a 
capo della Scala , incontrati dal Sig. Cardinale alla 
porta deir Anticamera , che efee nella Sala delli 
Staffieri . 

Porto piede nella Camera dell’ Udienza , fe- 
duti , e coperti efpoiero colla voce del Cavaliere 
Decano, in brieve elegantiffimo difeorfo, i riipet- 
tofi fentimenti del Generale Configlio , palefan- 
dogli il ibmmo contento d’avere lortito un cosi 
degno , e qualificato Arcivertovo , e di vederlo 
fregiato della Sacra Porpora tanto da lui merita- 
ta , come altresì la pubblica premura di accoglier- 
lo nel fijo folenne IngrefiTo co’ fegni maggiori di 
allegrezza , e di rtima , e di continuargli Tempre 
le più dirtinte riprove di un fincero coflante ofle- 
quio , ed ebbero molta compiacenza in udire le 
gentili eìprefiTioni del Sig. Cardinale Arcivefeovo, 
che nel corrifpondere a quert’ Ufficio manifertò le 
fue fingolariffime doti , trattando i Signori Am- 
baiciadori col titolo di ECCELLENZE . 

Terminato il Complimento gli accompagnò 
TEminenza Sua fino a due terzi , e più della Sala 

delli 


delli Staffieri , d’indi la di lei nobii Corte alla 
metà delle Scale , e di poi il Sig. Gereruoniere 
fino alla Cattedrale . 

Entrarono di poi ad elporre i loro compii* 
menti all’ Eminentiffimo Arcivefcovo i Signori 
Delegati dell’ Infigne Collegio de’ Signori Giu* 
dici, Conti, e Cavalieri di Milano Marchefe Don 
Ermes Radenalco , Don Carlo de Capitanei, 
Marchelc Don Girolamo Caftiglione , e Conte 
Don Francefco Refta in abito di Toga , trattati 
da Sua Eminenza con tutti i fegnali della cor- 
tesia , e del rilpetto , e col titolo di Illuftriffimi . 

Coir ifteflb Ceremoniale , e titolo furono 
immediatamente dopo di loro accolti i Signori 
Confalonieri Don Dionigi, Conte Queftore Don 
Ansberto , e Dottor Collegiato Don Corrado , i 
quali a nome di tutta la Famiglia elpofero il ibm- 
mo contento, che avevano, in vederli vicini a pre- 
flare all’ Eminenza Sua i rifpettoll lervigi a loro 
corameffi dagli antiehiffimi Privilegi . 

Andarono in apprelTo ad inchinare TErai- 
nenliffimo il Sig. Governatore di Lodi , gli Uffi- 
ciali di quella Fortezza , i Rapprefentanti delle 
Collegiate di Milano, i Delegati del Capitola 
di Lodi con l’ordine Iblito , e furono cortele- 
mente ricevuti , e cogli atti della più fina parzia- 
lità licenziati . 

Al dopo pranzo di quel giorno ifteflb refti- 
tuitofi alla Chielà il Sig. Cardinale Arcivefcovo 

H 2 pre- 


6o 

preceduto dal Capitolo , e da Monfignor Mezza- 
barba con Croce parimente alzata , dopo 1 ’uiàto 
Cerernoniale , e rito intraprefe il viaggio inverfo 
il Moniftero de’ RR. Padri Ciftercienfi di Chia- 
ravalle . 

Neir ufcire di Lodi applaudirono il Popolo 
co’ viva , la Piazza col rimbombo del Cannone , 
le Chicle col fuono di tutte le Campane , la__. 
Guernigione di quel Caftello con tutti gli onori 
Militari . L’accompagnò Monfignor Mezzabarba 
nella ftefia Lettiga fino alla Villa Torretta , fin’ a 
dove lo fcortarono pure le predette Guardie a 
cavallo , e leguirono molte Carrozze col concorlb 
degli Ufficiali , de’ Cavalieri , e del Popolo . Qui 
furono licenziate da Sua Eminenza le Guardie 
con una generofa mancia , e ragguardevole regalo 
al loro Capitano , e dopo le reciproche efpreffioni 
di congedo, fi refiituirono quegli alla Città di Lo- 
di , e s’incamminò colla fua Corte rEminentiffl- 
mo al detto Moniftero di Chiaravalle, dove gli 
convenne trattenerfi fino al giorno del fuo folen- 
ne ingrefTo in quefta Metropoli (per cui erano già 
prevenuti dal Sig. Ceremoniere Dottor Mafnago 
i Regi Tribunali , gli ordini Civili , e con lettere 
particolari , e pubblici Editti erali avvifato il Cle- 
ro , ed il Popolo) , non permettendogli il rito in- 
violabile della fua Chiefa di frapporre alcun’ atto 
pubblico . 

In quefto intervallo ebbe Milano la bella for- 
te 


6i 

te di godere di un felkiffinio avvenimento . Sep- 
pe da recente avvifo , che farebbe, a' due di Mag- 
gio, venuta ad onorare quella Metropoli, con l’ama- 
biliffima fua prefenza,la Sereniflima Signora Arci- 
duchefla d’Auftria MARIA TERESA Primo- 
genita del noftro Auguftiffimo Imperadore Re- 
gnante, Erede prefuntiva de' di lui Stati Ereditar}, 
e Spofa del Sereniffimo Signor Duca di Lorena 
Gran Duca della Tofcana . 

Splendidamente addobbato in tutte le Sale 
ed Appartamenti il gran Ducale Palazzo co’ più. 
preziofi Arazzi , e Supellettili, che li Nobili anno 
avuto a gloria di contribuire , non potendo Sua 
Eccellenza il Sig.Conte Governatore nelPanguftia 
del tempo in altro modo provvedere al decorolo 
ricevimento dell’ Augnila PrincipelTa ; Date dal 
Sig. Marchefe Don Girolamo Pozzobonelli (Ca- 
valiere di ammirabile dellrezza,ed ingegno da 
Sua Eccellenza prelcelto, fra li tre degniffimi Per- 
Ibgnaggi dalla Città nominati, all’ onorevole uffi- 
zio di AppolTentadore Maggiore) le dilpolìzioni, 
per allogare nelle vicinanze-gli equipaggi ancora 
di S. A. R. il Sig. Gran Duca della Tolcana , e del 
- Sereniffimo Signor Principe Carlo di Lorena , i 
quali pure li attendevano , e preparato altresi 
dallo llelTo Cavaliere il convenevole albergo pei 
fuddetto Sig. Principe Carlo nella Cafa de’ Signo- 
ri Conti Durini,pel Sig. Maggiordomo Maggiore 
Conte d’Erbeflein in quella del Sig. Conte Don 

Giu. 


62 

Giufèppe Imbonati , e altrove per diverfe altre 
Perfone del Reale Corteggio , era quello Pubbli- 
co nella più anllolà afpettazione di vedere la Rea- 
le Principefla , di cui tanto parlava la fama , e 
rinnovarli la lemma gioja provata già nel fortu- 
nato accoglimento degli Auguftilfimi di lei Geni- 
tori , e non era quali capace il Ducale Palazzo per 
contenere la folla dei primarj Perfonaggi , Mini- 
Uri, e Cavalieri d’ogpi rango, fino dalle prime ore 
di quel giorno, in noVa fontuofilfima gala accori!, 
per riverire la Serenillima Signora ArciduchelTa 
nel momento del lòlpirato di Lei arrivo . 

Giunlè alla line verlb le ore 22 . làlutata da 
triplicati Ipari di tutta rArtìglierìa del Reale 
Callello , e prima dai pezzi , che il Sig. Sovrain- 
tendente Generale dell’ Urbana Milizia Conte-» 
della Riviera fece a quell’ effètto dilporre fu le 
Mura di Porta Romana , per cui S. A. R. entrò , 
e dove il Generale Configlio aveva rilbluto di 
portarli col Sig. Vicario, e Dodici di Provvifione 
ad umiliarle i primi Omaggi , e prefentarle con 
formalità le Chiavi delle Porte Principali della 
Città ( funzione che ivi non fu , d’ordine Su- 
periore elèguita per cagione della dirotta piog- 

Air udire da lontano i feftofi viva del Popolo 
fcefe dalle fqale del Palazzo Sua Eccellenza il 
Sig. Conte Governatore , con tutto quel feguito, 
che il luogo poteva capire ; Ricevè S. A. R. allo 

fmon- 


^3 

fmontare della Carrozza , ed in mezzo al gran 
Corteggio la fervi al di lei Appartamento fino 
alla Sala del Baldacchino, ove, fra poco intervallo, 
fu ammeflb il Generale Configlio a compire gli 
Uffici del fuo offequio, ed al bacio della Reai 
Mano , dopo averle il Sig. Vicario di Provvifione’ 
Don Alberto Vifconti d'Aragona fatto, in nome 
pubblico , un complimento degno della fua gran, 
mente , e prefentate le fuddette Chiavi fu Bacile 
d’argento dorato , che tenevafi da un di lui Figlio 
di vago alpetto in abito del maggiore sfarzo . 

Chi non vide le vaghe copiofiflìme illumina- 
zioni , le felle fatte per palefare il giubilo univer- 
fale recato dalla di lei Augufta prelenza , la lom- 
ma follecitudine , colla quale tutti i ragguardevoli 
Perlbnaggi , i Tribunali , i Corpi Civili Secolari, 
ed Ecclefiallici anno proccurato l’onore di prelen- 
tarli ad inchinarla (come fece anche la Congrega^ 
zione dello Stato col mezzo dello fteflb Sig. Vica- 
rio di Provvifione , e de’ Signori Marchefe Don 
Giambattifta Freganefchi Oratore di Cremona, 
Conte Don Ferdinando Porta Oratore di Como, 
Marchele Don Girolamo Ferreri, Dottore Carlo 
FabrizioBerrettaSindaco Generale del Ducato) e 
la fplendida gala , e frequenza , con cui le Dame , 
e Cavalieri indefelTamente affiftevano nelle Anti- 
camere , non può credere con quale gara , con__. 
quanto cuore fiali Milano manifeflato nelle dimo- 
ftrazioni della fua rilpettofiffima ftima , ed offe- 
- - quio 


64 

quio alla Reale Principeflà . 

Molto meno poi fi può elprimere l’ardentlfi 
fìma brama , che aveva il Popolo d’incontrarla , 
pollo in calca fu le ftrade , per le quali Ella porta- 
vafi alla vifita delle Chicle , e Santuarj (ove poi 
vedevanfi nelle appelè ilcrizioni compendiofi Pa- 
negirici delle di lei fingolariflime prerogative) e 
l’univerfale conlblazione in ammirare eccellente- 
mente imprefli nella degniflìma PrincipelTa tutti 
i pregi materni , tutte le virtù del gran Padre 
onde in ogni parte udivanfi le più vive efpreflìoni 
di un intenfo defiderio , che nella di lei Perlòna , 
e Mafchil Prole fi adempia il giufiiffimo alto dilè- 
gno di S. M. C. C., fra le quali , due giorni dopo 
eflere qua giunti da Torino i Serenilfimi Principi 
Spolb , e Cognato trattati da quella Metropoli 
cogli atti di un fingolarilfimo rilpetto (cioè agli 
otto di Maggio) partì con Elfi da Milano l’ Augn- 
ila Primogenita , non fenza pena di quello Pub- 
blico , di cui fi era guadagnato tutto l’alfeito , ed 
il cuore , colle fue inefplicabili grazie , e col gen- 
tiliffimo gradimento , che cortefemente dimollrò 
pel donativo di una Lumiera di Crillallo di Roc- 
ca , lavoro del Paefe , prefentatale dalla Città 
( pofcia trafportata alla Favorita . ) 

Non fi lalciò intanto di attendere alle difpo- 
zioni per l’Entrata Iblenne dell’ Eminencillimo 
Pallore , onde nel giorno 9. fi videro a perfezione 
terminati i due raaetlofi Archi fatti alzare , uno 

prelfo 


preflb la Piazza di Sant’ Euftorgio , Taltro a capo 
della Contrada de’ Mercanti d’Oro, preflb la gran 
Piazza del Duomo , giufta i Dilegui , che fi vedo- 
no al fine di quelV Opera, fatti dal Sig. Antonio 
Quadrio elperto Architetto , ed Ingegnere della 
Città , ambi vagamente ornati con Pilaftri , Co- 
lonne, bafli rilievi , Felloni , Statue , Stemmi, 
Ilcrizioni , ed altri ornamenti , che alludeva- 
no alle Virtù , Dignità , e Titoli dell’ Eminenza 
Sua . 

Nel profpetto del primo Arco eretto in Cit- 
tadella eravi dal pennello del Sig Girolamo Fer- 
roni Milanele effigiata a chiaro fcuro la celebre 
Storia degl Imperadori Coftantino ^ e Licinio, 
che , con pubblico lor decreto ^ accordata la Pace 
alla Chiefa, aprirono in Milano flrada licura al 
libero elercizio della Cattolica Religione. Tal 
penfiero (ritrovamento dell’ erudir iffimo Rev. Si- 
gnor Giuleppe Antonio Saffi Dottore Bibbliote- 
cario , di cui pure furono le Ifcrizioni , ed argo- 
mento dell’ altr^Arco) volle efprimere la felicità 
della Patria, fbtto il Governo del nuovo Sig. Car- 
dinale , che , dopo avere nelle fue Legazioni, e 
gloriofe imprefe dato laggio delle eccellenti fue 
prerogative , le apportava , in sè ftefib , ogni 
buon’ augurio di Tranquillità , e di Pace ; a-0 
rifleffione di che , fotto l’accennata pittura , en- 
tro Cartella bislunga , erano eipreffe le fèguenti 
parole : 


I 


FA- 


66 

PACEM CHRIS TIANIS CONSTANTINUS , 

ET LICINIUS 

CAROLUS CAJETANUS CARDINALIS 
ARCHIEPISCOPUS 

PUBLICiE SALUTIS SECURITATEM . 


Al rovelcio dell’Arco non reftava l’occhio 
men pago , in mirare la perfezione del lavoro , 
l’eccellenza della pittura , la vaghezza degli or- 
namenti , fra i quali {piccavano li Stemmi dell’ 
Eminentiflimo Signor Àrcivefcovo, e della Città ; 
nel fìto poi corrilpondente al Campo della rife- 
rita Storia eravi collocata quella Ifcrizione ; 

CAROLO CAJETANO STAMP.E , 

PRINCIPI OPTIMO , PATRI AMANTISSIMO 
Q.UOD PRiECLARIS PRO APOSTOLICA SEDE 
PER ^MILIAM , UMBRIAM , PICENUM 
PERFUNCTUS MUNERIBUS , 


/ETRUSCA ET VENETA LEGATIONE CONFECTA, 

DIFFICILLIMA IN EXPEDIENDIS AB URBE 

ECCLESIARUM ET SACRORUM ORDINUM CAUSIS 

ADMINISTRATA PROVINCIA , 

EXOPTATISSIMO ADVENTU 

PATRIA FELICITATEM IMPLEVERIT 

prjEfectus et DUODECIMVIRI 

EX DECR. DEC. FACIUNDUM CURARUNT. 

Nell’ 


Nell’Arco inalzato preflb la Piazza del Duo- 
mo aveva il Sig. Mazzolini Pittore Milanefe lo- 
devolmente atteggiato, fbpra d’un ampio Scudo di 
mezzo, San Carlo, che,prefb per la mano il noftro 
Signor Cardinale Arcivefcovo, preièntavalo a’ pie- 
di del Protettore Sant’ Ambrogio , eoi moto del 
Libro IV. de’ Regi fcritto al di fotto : 

FIAT IN ME DUPLEX SPIRITUS . 

Dalla parte oppofta fi vedevano fpiegati i co- 
m uni defiderj , ed alpettativa del Pubblico nella 
feguente Ifcrizione : 

SANCTyE MEDIOLANENSIS ECCLESIA ARCHIEPIS. 

CAROLO BORROM^EO ET CAROLO STAMPA 
ALTERI ILLUSTRATA SANCTISSIMIS EXEMPLIS, 
PR^CEPTIS , VIGILHS URBE, ET DKEGESI 
IN C(ELIS PATRONO, 

ALTERI SACRI MUNERIS SUCCESSIONE , 

VIRTUTIBUS , 

SANGUINE EIDEM CONJUNCTISSIMO 
IN TERRIS PATRI, 

UTRIQUE DIVINITUS DATO 
S. P. Q. M. 

FAUSTISSIMA OMNIA SIBI SPONDENS 
VENERATIONEM ET VOTA . 

I 2 


Si 


68 ^ 

Si vide altresì ornata interiormente la Ghie fa 
Metropolitana colla più vaga dilpofizione di Araz- 
zi, e Quadri elprimenti la Vita, e Miracoli di San 
Carlo , e fatta abbellire da’ Nobili Signori Depu- 
tati della Veneranda Fabbrica l’efteriore facciata, 
con dipinta Architettura corrilpondente al di lei 
diléguo , finte Aguglie di marmo ne’ fianchi , 
quattro grandi Statue di rilievo nelle vacue bali 
de’ Pilaftroni , e grandiolà Macchina nef mezzo , 
in cui fpiccava io Stemma Gentilizio dell’ Emi- 
nenza Sua, fra gli ornamenti delle Virtù Teologa- 
li , con erudita Ifcrizione al di lotto : 

CAROLO CAJETANO STAMPA , 
APOSTOLICIS PRiEFECTURIS ET LEGATIONIBUS 

EXPLETIS,- 

MEDIOLANENSI INFULA, - -- 

ET ROMANA PURPURA DECORATO , 

Q.UOD, 

SUO IN TEMPLUM MAXIMUM ADVENTU, 
SANCTORUM AMBROSII ET CAROLI TEMPORA 

RENOVATURUS, 

URBEM TOTÀM 

GAUDIO, ET FELICITATE CUMULAVERTT, 
FAFBRICiE CURATORES 
PASTORI OPTIMO 
AMORIS, ET OBSEQÙn 
MONUMENTUM . 


Nel 


Nei giorno poi deftinato alla fòlennità dell’ 
IngrefFo, la gran Piazza del Duomo, tutto il lungo 
della Strada fino alla Chiefa di Sant’ Euftorgio , e 
le Contrade laterali , iln dove la funzione poteva- 
vederli , furono ben per tempo addobbate di Zen- . 
dadi , Arazzi , e Tapeti efpofti alle finefl;re,con 
altri vaghi ornamenti , e facevano una decorolà 
coraparìa . ' 

Era pieno Milano di Forefticri , da vicine,’ 
e lontane Provincie accorll ad elTere Ipettatori di 
una Fella , che la Fama aveva divolgato , farebbe’ 
per ogni riguardo ben degna d’ammirazione . 

. Si trovarono pronti lèi Velcovi venuti a ren-' 
dere più decorolb l’accompagnamento di Sua_< 
Eminenza , cioè i Monlìgnori Patriarca Mezza- 
barba di Lodi , Redetti di Bergamo , Bollì di Vi- 
gevano , Calini di Crema , e quelli di Caplà , e di 
Eleufia in partibus , Monlìgnor Roflì Reina , e 
Monfignor Benzoni . 

.Anche le Scuole della Dottrina Crilliana , 
volendo contribuire alla gloria del Sig. Cardinale 
Arcivefcovo , avevano fatto riccamente vellire 
con Drappi , Ricami , e Riporti preflb a cento 
venti Giovanetti, quali, ornati di Scudi , Targhe , 
Geroglifici , Simboli , Emblemmi , ed altri fregi 
pompofi , fare dovevano , ripartiti , diverle rap- 
prefentanze ; alcuni fimboleggiare le Virtù Teo- 
logali , Cardinali , le efprelTe ne’ Configli Evan- 
gelici , e le oppofte ai Peccati mortali ; altri efpri- 

mere 


7 ^ 

mere tutti i vizj contrari alle Virtù accennate ; 
altri fignificare gli Angeli Tutelari delle Città , e 
Chieie fufFraganee al noftro Arciveicovo , cioè 
d'Aqui , AleiTandria , Alba , Afti, Bergomo , Bre- 
fcia , Cafale , Cremona , Invrea , Lodi , Novara , 
Savona , Tortona , Vigevano , Ventimiglio , ^ 
Vercelli , come pure gli Angeli Tutelari delle 
Città , dove TEminenza Sua preledette in qualità 
di Governatore , di Legato, Nunzio , Segretario 
della Sacra Congregazione de’ Vefcovi , e Rego- 
lari, e di Arcivefcovo, cioè di Ancona, Ravenna, 
Spoleti , Firenze , Venezia, Roma , Milano; altri 
finalmente dovevano portare li Stemmi di quella 
Città , e de’ Suffraganei , che erano li Signori 
Cardinali Borromeo , Querini , Ferreri , Monlì- 
gnor Patriarca Mezzabarba,e Monllgnori Vefcovi 
Soffi, Baclgalupi , Caravadoffi , de Nicola , Gat- 
tinara , Litta , Redetti , Rella , Rovèro, Spinola, 
Todoni , e Vafco . 

Era l’idea ben degno parto del Sig. Dottor 
Giuleppe Peri Sacerdote Milanele , che da’ fuc- 
cennati Stemmi Gentilizi (trafmeffigli alla Catte- 
drale di San Donnino , mentre era ivi occupato 
nelle Prediche della Quarefima , nè aveva tempo 
di fcoprire la variazione, polcia ritrovata in quelli 
del!’ Eminentiffimo Ferreri , e di Monllgnor Vefco- 
vo Rovèro) irigegnolamente cavò altretanti Corpi 
dTraprela, per elprimere cadauna delle dette Vir- 
tù illullrate dal Metropolitano Pallore , colla ro- 
vina 


vina del vizio loro contrario , e addattò i motti 
{òpra le Imprefe , Bandiere , Trombe , e Gerogl^ 
lìci , prefi dalla Sacra Scrittura , come pure i com- 
ponimenti Poetici , tutti corrilpondenti a’ fatti 
particolari dell’ Eminenza Sua , e di lei Infigne 
Cafa , raccolti nel Libro compofto dal medefimo 
Signor Peri, fatto ftampare dal Cancelliere Gene- 
rale della Compagnia della Dottrina Criftiana ; e 
diftribuito in migliaia di copie . 

Palfato appena il mezzo giorno fi polè in 
moto tutto Milano ; andarono alla Metropolitana 
il Clero , e le Confraternite ad unirli, per ordina- 
tamente palTare incontro a Sua Eminenza fino al 
primo delli fuccenuati due Archi. Le Dame, e 
perlbne Civili in abbigliamenti del miglior gufio 
ufcirono con Ibllecitudinc ad occupare le fineflre, 
i palchi eretti ; la Nobiltà in Iplendida gala (òpra 
vivaciffimi Deftrieri magnificamente bardati co- 
minciò a lalciarll vedere fu la divilkta Strada ; 
corle il Popolo a prevenire ogni fito , e fra poco 
tempo la folla del gran concorlò coprì tutto il 
lungo cammino dalla Piazza del Duomo a quella 
di Sant’ Euftorgio . ’ 

Prima delle vent’oreji trasferì priv^ataménte 
dal fuo Palazzo al Convento di que’ RR. Padri 
Domenicani l’Eminentiffimo Arcivefcovo (venu- 
to incognito da Chiaravalle nell’antecedente gior- 
no).; Ivi fi velli degli abiti da Cardinale nelle 
Stanze dell’Appartamento preparatogli da’ Padri 

addub- 


7 ^ 

addobbata di Tapezxerle di Damafco cremisi con 
frangia , e lavori d’oro , e di Sedie , e Scanni uni- 
formi ; indi accerchiato da un ragguardevole Cor- 
teggio (frattanto che arrivavano i Regj Tribunali, 
e gli altri fbtto efprefli Corpi , alli quali erano di- 
flintamente affegnate decoroft ftanze nello fteffo 
Convento) fi trattenne nel mirare , e gradire tut- 
te le - accennate rappefèntazioni fattegli dalle-» 
Scuole della Dottrina Criftiana , accompagnate 
dalla recitazione di varj Poetici Componimenti ^ 
che erano tanti encom; de’ rari di lui pregi . 

Terminata quell’ azione il Senato Eccellenti^ 
fimo accompagnato dal Maeftro delle Ceremonie 
Sig. Dottor Gio. Maria Mafhago, fi portò a riveri- 
re Sua Eminenza, che ufcl ad incontrarlo fuori della 
Porta della Sala, qual ferve per Anticamera, e fàlu- 
tollo,fermatafiun paflb fuori del Portico; entrati di 
poi nella Camera dell’Udienza i Signori Senatori, 
e feduti , fece il loro Capo un degniflimo compli- 
mento ; rifpofe il Signor Arcivefcovo con rimar- 
chevoli efpreflìoni di gentilezza , e di ftima , e gli 
accompagnò allo fteflo fito,ove avevali ricevuti • 

A quell’ Ufficio compirono in apprefib col 
folito ordine, e rito gl’ Illuftriffimi Magiftrati , 
gli Eccellentiffimi Signori Vicario , R. L.T., De- 
curioni , e Dodici del Tribunale di Provvifione , 
Fllluftriffimo Collegio, de’ Signori Giudici , Con- 
ti , e Cavalieri di quella Città , ed i già nominati 
; Illuftriffimi , e Reverendiffimi Monfignori lèi 
' ^ ' Velco- 


Vefcovi , gradatamente avvifàti, ed accompagnati 
dal Rev. Sig. Maeflro delle Cereinonie, a cui toc- 
cava il ben regolare la Funzione , e polcia ricon- 
dotti dal medefirao alle loro Stanze , ove fi trat- 
tennero finché rEminentiffimo ufcl per andare all' 
Arco Trionfale . 

Dopo di quelli vennero dal loro Apparta- 
mento , dal Sig. Ceremoniere accompagnati , e da 
Sua Eminenza cortefemente accolti i Signori 
della Nobilillima Famiglia Gonfalonieri , cioè il 
Sig Conte Queftore Don Ansberto uno de’ Si- 
gnori Seflanta Decurioni di quella Città , come 
Militare ; Rev. Sig. Don Dionigi come Ecclefia- 
llico ; e Sig. Dottore Collegiato di Milano Don 
Corrado come Giurilla (rapprelentanti la figura 
de’ primi tre Fratelli , che nel tempo di Sant’ Eu- 
llorgio furono creati Gonfalonieri della Chielà 
Milanefc col privilegio di affillere all’ ingrellb de’ 
Signori Arcivefcovi di Milano , e dar loro il poP 
fello) ed infieme i Signori Don Carlo Dottore^^ 
Collegiato, e Decurione della Città di Pavia; 
Don Giovanni di lui fratello ; Don Gio. Battilla 
uno degli Egregj Signori Segretarj del Senato Ec- 
cellentilfimo , e Rev. Don Gio. Ambrogio di lui 
fratello , Rev. Don Bernardino di Luino ; Don 
Carlo , Don Cefare , e Don Gio. Battilla fratelli 
del Luogo della Rovella di Agliate ; Conte Don 
Eugenio figlio del nominato Sig.Conte Quellore; 
Don Giovanni , e Don Ansberto figlj del fuddet- 

K to 


74 ^ 

to Sig. Dottore Collcgiato Don Corrado , quali fi 
fermarono.per fèrvire Sua Eminenza nelli feguen- 
ti atti della Funzione , tutti veftiti alla longa di 
Seta chermisi ( con Cappello roflb , ed altri ornati 
di fimil colore) eccettuato il Sig. Conte Queftore 
Don Ansberto , che rappreièntando il Carattere 
di Militare era in maeftoìb abito alla francefò guer- 
nito d’oro , con battone di Generale in mano , ed 
eccettuati ancora li tre , che dovevano allìttere all’ 
Eminentiflìmo preflb il freno della Chinea, ed alle 
flafle , pure vettiti alla francelè tutti ugualmente 
di color roflb , con gran decoro . 

Erafi in quetto mezzo tempo incamminata 
la Proceffione , a cui precedevano otto Soldati a 
cavallo per aprire la Strada . Prime a vederli fu- ' 
rono tutte le Scuole della Dottrina Crittiana 
lòtto il loro Stendardo , e colla Icorta d’altri 50. 
Soldati d’infanterìa da ette invitati per maggiore 
decoro della funzione . Alli Giovanetti di lopra 
annoverati , che per la vaga dilpofizione , compo- 
flo portamento , e ricchezza d’abiti rapivano 
tutti gli Iguardi , era alla tetta la Dottrina in abi- 
to di Matrona con pompolb veflìllo , accompa- 
gnata dalla Fama con Tromba d’Oro , e chiudeva 
la maettolà comparla di tutti la Lode nobilmente 
vettita con una Ichiera d’ Angioli , che portavano 
tutte le làcre Inlègne dell’ Eminentiflìmo Pallore. 

Alle Scuole fuccedeva il Gran Gonfalone di 
San Carlo , innanzi , e dopo di cui andavano due 

con- 


concènti di Stromenti da fiato , poicia di mano in 
mano tutte le Confraternite Ambrofiane , e Ro^ 
mane della Città . Dietro di quefte una Compa- 
gnia di Dragoni a cavallo del Reggimento di Safi 
fia-Gotha , che prima eranfi fchierati fulla Piazza 
di Sant’ Euftorgio . 

Marciavano dopo di loro il Corriere , e due 
Staffieri di Sua Eminenza a cavallo , legniti da 1 2. 
muli carichi dell’Equipaggio, con gualdrappe di co- 
lore porporino ornate coll’ inlègna gentilizia della 
Famiglia Stampa, con Ibprapolìo il Cappello Car- 
dinalizio; due Aiutanti di Camera , colle valigie . 

Erano quelli lèguìti dagli Uffiziali delle due 
Curie Ecclelìafliche , in abito di viaggio , come 
pure dalla Corte alta dell’ Eminenza Sua ; gli 
uni , e gli altri a cavallo ; due Palafrenieri a piedi 
con cordone di feta guidavano una bianca mula 
ornata con iniègne pontificali , alla delira di cui 
cavalcava un Famigliare di Sua Eminenza portan- 
do il cappello di Cardinale . Frammettevalì a_. 
quella , e ad altra fchiera de cavalli lo Stendardo 
celebre della Città a preziofo ricamo , coll’ Imma- 
gine di Sanf Ambrogio gemmata ; di poi marcia- 
vano lotto le particolari loro Croci le Religioni 
del Clero Regolare , in fine di cui venivano le 
Abazie , alle quali aveva fatto anticipare l’awilò 
il Sig. Vicario di Provvifione . 

Da Sua Eccellenza il Sig. Conte CriHierno 
Stampa ISipote dei Sig. Cardinale Arcivelcovq 

K 2 era 


. . 

era ftata prevenuta con invito la Nobiltà di Mila- 
no , affinchè concorrefTe ad onorare con la fua pre- 
fenza la Funzione dell’ ingreflb . In quefta occa- 
flano fi vide inefplicabile concorfb di Cavalieri , 
sfoggio d’abiti , numero di livree , fplendidezza 
d’ornamenti a’ deftrieri pompofàmente abbigliati, 
con vaghe groppiere , e naftri preziofi alle chio- 
me . Dopo de’ Regolari pertanto fèguivano il 
Sig. Conte Criflierno Stampa fuddetto , accom- 
pagnato dal Sig. Marchefè di Soncino ramo pri- 
mogenito della flefla Famiglia , e moltiffimi Tito- 
lati di primo Rango, fbpra genero!! Cavalli, a tutta 
pompa bardati, che fi conciliavano la maraviglia, e 
fòmmamente nobilitavano la feflola fblennità . 

Prefero il proflìmo luogo il Clero Secolare , 
le Collegiate co’ lor Proporti vertiti di Piviali 
bianchi , i più preziofi ; la Scuola de’ Vecchj di 
Sant’ Ambrogio preceduta da’ Trombetti del Si- 
gnor Conte Governatore ; i Convittori Alunni , 
e Cherici del Coll egio Elvetico, Canonica , e Se- 
minario , tutti con Cotta , ed il Coro de’ Mufici . 

Mentre pafTo palio andavano le foprafcritte 
Scuole, Confraternite , Soldati , i Regolari, la 
Corre , i Cavalieri , il Clero , ed i Cherici lungo 
la Strada da Sant’ Euftorgio alla Metropolitana , 
fovraftando a cavallo pel buon’ordine il Signor 
Dottor Bernardino Caffino fecondo Ceremonie- 
re , rEmineniiilìmo , terminati i fuddetti com- 
plimenti ( ai quali corrilpole con que’ fenfi , che 


fblo poteva concepire un animo nato alla grati- 
tudine , benignità , e dolcezza) accompagnato da* 
Vefcovi , e Signori Gonfalonieri , fi portò alla Sa- 
greftìa de* Padri , che Io precedevano a Croce 
alzata , ed ivi fu veftito degli abiti Pontificali , af 
fiftendoli fempre i Signori Gonfalonieri . 

In tale apparato fi trasferì all’ Aitar Maggio- 
re della Chiefa , che mai forfè altra volta non fu 
sì vagamente adornata ; Adorò fAltiflimo ; Indi, 
per non cagionare ritardanza, ifcufatofi dall’udire 
un elegante Orazione , che il Sig. Dottor Colle- 
giato Don Corrado Gonfalonieri flava pronto a 
recitare in fua lode , e confegnò in ifcritto , col 
feguito primiero prefe cammino verfo la Piazza , 
fbftenendogli il Piviale i fuddetti Rev. Don Dio- 
nigi , Dottor Collegiato Don Corrado , ed offe- 
rendogli col braccio l’appoggio il Sig, Conte Quc- 
flore Don Ansberto . 

Arrivata Sua Eminenza all’Arco Trionfale , 
ove l’attendeva rilluftriflìmo , e Reverendifllmo 
Capitolo Metropolitano , baciò genuflefla il Cro- 
cififfo d’oro prefentatole da Monfignor Arciprete; 
indi poftafi folto il raaefiofb Baldacchino di tela 
d’argento , dalle di cui doppie mantovane cadeva- 
no pefantiffìme frangie d’oro, ajutata dal fiiddetto 
Sig. Conte Ansberto , e dal Sig. Dottor Collegia- 
to di Pavia Don Carlo , fall la Ghinea coperta^ 
di Gualdrappa riccamente addobbata di frangie , 
e trine d’or^ - 


Fu- 


78" 

Furono pronti due de’ Signori Gonfalonieri 
alle Staffe ; altro al Cordone del freno ; altri otto 
a quelli dell’ Afte del Baldacchino ( affiftendovi i 
loro Gentiluoijiini ) e quali in un iftante monta- 
rono a cavallo 1 luccennati Signori Conte Ansbef- 
to , Don Dionigi , e Dottor Collegiate Don Cor- 
rado , ed i Monugnori lèi Velcovi con Monfignor 
Vicario Generale ', come avevano già fatto (nien- 
tre rEminentiflìmo elciva dalla Chielà di Sant’ 
Euftqrgio) i Regj Miniftri,i Signori Vicario di 
Provvifione , R, L. T. , Decurioni , e Dodici del 
Tribunale ,'ed i Signori Dottori di Collegio . 

Seguitò l’ordine della marcia lotto i replicati 
^ari di lèi Pezzi appofti lìi leMura di Porta Ti- 
cinelè , e col fuono delle Campane. Mandati 
avanti li Beneficiati della Metropolitana ordinata- 
mente , cioè un Mazzeconico con Piviale in mez- 
zo a due Lettori veftiti con Cotta , ed Almuzia, 
lèguiva a cavallo rAiutantc di Camera portando 
la Mazza Cardinalizia , e polcia un Notajo colla 
Croce Arcivelcovile , il quale aveva alla delira un 
Lettore colla Mitra preziolà , ed alla finiftra un 
Mazzeconico col Baffone Paftorale, tutti e tre 
pure a cavallo , 

Succedevano con bell’ordine, fecondo le di- 
verlè loro Gerarchie i Signori Canonici Ordinar) 
dell’Dluftriflimo, e Reverendiffimo Capitolo Me- 
tropolitano con Mitra , con Tonicelle , e Pianete 
di broccato d’oro, a fondo bianco j dopo quelli 

mar- 


marciavano a cavallo i tre poc’ anzi nominati Si- 
gnori Gonfalonieri , in mezzo rEcclefiaftico , alla 
lìniftra il Sig. Dottore Collegiate Don Corrado , 
ed alla delira il Sig. Conte Queftore Ansberto > 
che Ipiccava lòpra un bellilllrao dellriero coperto 
di ricchilfima gualdrappa, ed ornato nella chioma 
di nobili ffimi naftri di oro , e lèta , col legni to di 
dodici Ibntuole Livree . 

Immediatamente dopo di loro (venendo vi- 
cino il Rev. Sig. Ceremoniere Maggiore Dottore 
Mafnago nel divilàto abito a cavallo) andava l’Emi- 
nentilfimo Pallore Pontificalmente vellito , ed 
affilò lòpra la bianca Ghinea , benedicendo il Po- 
polo , da cui era acclamato con legni di una indi- 
cibile allegrezza ; Seguivanlo gl’ Illullriffimi , e»» 
Reverendiffimi Monugnori Velcovi, e Vicario 
Generale , rEccellentiffimo Senato , gl’ Illullrilfi- 
mi Magillrati , gli Eccellentiffimi Signori Vica- 
rio , R.L.T., Decurioni , e Dodici del Tribunale 
di Provvilìone ( preceduti da lèi Portieri , e_» 
Trombetti della Città col lòlito loro abito in tal’ 
occafione fatto di nuovo) , e finalmente i Signori 
Dottori dell’ Illullriffimo Collegio , tutti in gala 
lòpra Cavalli ben bardati , ed adorni con prezioli 
abbigliamenti, tutti feortati da grande lluolo delle 
livree più vaghe , e pompolè . 

Chiudevano la Cavalcata uno Staccamento 
de’ mentovati Dragoni a cavallo ; quattro fuper- 
biffimi tiri a lèi di Sua Eminenza , fra i quali un 

rie- 


8o 

ricchiflimo maefìofo Cocchio, tutto meffo a foglie 
d oro , con pitture , rilievi , intaglj , e finimenti di 
foramo pregio , e valore ; la Lettiga portatile a 
dorfb de’ muli coperti con gualdrappe di velato 
nero riccamate d oro ; e finalmente un Caporale 
con quattro Soldati a cavallo , che formavano la 
Retroguardia . 

Con quello sì decorofb. accompagnamento , 
e fiancheggiato dalle Guardie Svizzere di Sua Ec- 
cellenza giunfe rEminentiffimo Paftorc alla gran 
Piazza del Duomo , ove nella valla apertura fece 
veramente grandiofa comparla la Nobile Caval- 
cata , e lì fcnierarono in due ale i Cavalieri invi- 
tati dal fuddetto Sig. Conte Stampa. Meflb piede 
fu le foglie della Metropolitana fuaChielà,calò dal- 
la Chinea (rimalla col Baldacchino in potere de’ 
Signori Gonfalonieri, e dal Sig. Dottor Gollegiato 
di Pavia Don Garlo condotta in depofito alla Gala 
del Sig.Gonte Quellore Don Ansberto,dopo ave- 
re fu quella fatto qualche giro per la Gittà . ) 

Fu, fui limitare del Tempio, ricevuto dal Re- 
verendiflimo Gapitolo ; gli prefentò l’Alperforio 
Monfignor Arciprete Manrique , ed Egli afperlb 
sè llelTo , ne porle l’ellremità a Monlignori Vel- 
covi , pofoia Ipruzzonne il Glero , e la copiola co- 
rona de’ Gircollanti . Se gli fece d’avanti Monll- 
gnor Suddiacono Ebdomadario col Turibile,che 
pollovi dall’ Eminenza Sua rincenfo fu riprefo 
dal detto Monfignor Arciprete , il quale tre volte 


8i 

10 incensò . Sonavano con lieto rimbombo lei. 
Campane , e gli Organi della gran Chiefa , ed i 
Mufici a pieni cori cantavano feftoli motetti . 
In quello mentre rEminentiflìmo fraMonfignor 
Arcidiacono Gaetano Caftiglione alla delira , e 
Monlignor Nicolò Trincadini Diacono più anzia* 
no alla llnillra , come pure fra due Signori Gonfa- 
lonieri, cioè rEcc!ellallico,eGiurilla (i quali tutti 
gli Ibllenevano il Piviale , i primi nel mezzo , gli 
altri nell’ ellremità) , preceduto dal Sig. Conte 
Ansberto , che gli dava il braccio , fi portò ne’ 
Cancelli col premeflb lèguito de’ Monfignori Vefi 
covi , e Vicario Generale , Tribunali , Signori Vi- 
cario , R. L. T., SelTanta Decurioni , e Dodici di 
Provvifione, e del fuddetto Collegio (che prelèro 

11 Iblito loro luogo) ; genuflelfo nel Faldillorio 
tenne breve orazione lècreta infrattanto che_, 
Monlignor Arciprete nella parte dell’ Epillola re- 
citava le Preci delcritte nel Pontificale, addattate 
a quefta Funzione . 

Ciò fatto fi levò Sua Eminenza , ed accom- 
pagnata come prima da’ detti Signori Arcidiaco- 
no , e primo Diacono , e Signori Gonfalonieri fi 
portò all’Altare Mafiìmo dove il Sig. Conte Que- 
llore Ansberto tre volte , cioè alla parte delira , 
finiflra , e nel mezzo profferì quelle parole . „ Si 
„compiaccia Vollra Eminenza prender poffelTo di 
„quello Altare,, . Altretante lo baciò il Sig. Car- 
dinale nel mezzo, ed alle parti dell’ Epillola , ed 

L Evan- 


82 ^ 

. Evangelio , le quali pure abbracciò . Da qui pafiò 
al Trono col predetto accompagnamento , e di 
nuovo l’accennato Cavaliere foggiunfe „ Si coin- 
„piaccia Voftra Eminenza prendere poflelTo di 
,„quefta Sede Arci vefcovile da lei ben meritata,, 
battendo con la mano la Sedia ; fedette in efla 
rEminentiifimo , e tofto genufleffi avanti a lui tre 
principali Perfonaggi della nominata FamigliaL. 
Gonfalonieri , pofero la delira fui Libro !degli 
Evangeli , Ibflenuro da due Cherici innanzi ali’ 
Eminentiffimo , e gli diedero il {olito Giuramen- 
.to di Fedeltà ; indi baciato il {acro Anello , furo- 
no dal Maeflro delle Cerimonie guidati a fedili 
coperti di panni roffi filTati per tutti i Signori di 
quella Nobiliflima Famiglia . 

Dopo l’elpollo Ceremoniale 11 fece la pubbli- 
dazione delle Bolle . Diedele Sua Eminenza a 
Monllgnor Decano Cancelliere Arcivelcovile , 
dal quale a voce intelligibile furono lette , llando 
nel piano del Trono alla llnillra dell’ Arci vefcovo, 
colla faccia rivolta al Popolo . 

Dato fine agli Ecclefiallici Riti fi venne agli 
atti di reciproco complimento. No:i potè inter- 
venire alla Cavalcata l’Eccellentiffinio Sig. Conte 
Don Carlo Pertulati Intimo Configliere di Stato 
per S M. C. C., Reggente , e Prendente del Se- 
nato Eccellentilfimo , e già da lungo tempo inte- 
rino Gran Cancelliere . Supplì per tanto le di 
lui parti onorevoli l’Illullriffimo Sig. Marchele 

Reg- 


Reggente del. Supremo Configlio dltalia , Sena- 
tore , e VicePrefìdente di detto Tribunale Don 
Giorgio Olivazzi . Quindi , a^'utone dal Maeftro 
delle Cerimonie con rilpettofb inchino ravvifo ^ 
li portò innanzi al Sig. Cardinale Arcivelcovo le* 
dente con Mirra , nel Trono , ed elpofegli Taller 
grezza di quella Patria , nel riceverlo al governo 
della Metropolitana fua Chielà , colla leguente 
Orazione degna veramente del di lui alto làpere : 

Q UOD FELIX FAUSTUMQUE SIT 
UJXIF'ERSjE Medìolanenfì Rsi^ublicce , 
TIBIQUE ANTI^TES EMINENTIS^ 
SIME , Ampliffimus bic Orda , hi Magiflratus 
ClariJJlmi , bac Patritiormn Virorum frequentia , 
totus denique bic Populus , Cives , Exferique , So- 
lemnì etiam tot Fenerabiìium Epifcoporum comi- 
tante Coetu , TIBI Urbeni nunc primum ingreffa 
lastis acclamationibus , 0" ad banc Aram PON- 
TIF-ICATUS exor dia ineunti, tbure , precibus , 
votis , more Majormn aufpicium agunt , ^ perpe- 
tumn obfequii devotionifque cultum obteflantur . 

Plaudimus omnes f iipremam banc in TE Pon- 
tificiam Digìiitatem , quam Opera , Confìlio , Vir- 
tute comparafli PURPUREE fulgore adauSiam, 
ut TIBI ac Patria fpiendidiffimum fìt ornamen- 
tum ; Neque uni TIBI, fed ILLUSTRI Fra- 
tri Tuo CAROLO , in quem Cafaris Mumficentia 
omne Politica ac Militaris gloria decus effudit^ 

L 2 bSCHRI- 


84 

& CHRISTIERNO GUIDI ANTONII Fra- 
tris quoque Tui Filio , ingenti PATRIS ac 
PATRUI incremento , FAJAILIjE Titulos ac 
Prarogatiyam imitatione Majorum illuflranti , 
^ fìngulis tandem yel Sanguine , vel Affiniate 
TISI conjunUis , qui triumpbalem baite pompam 
exornant , intentis gaudii ^ amoris affèSìibus 
gratulamur . 

Abflerfo bodie moerore , in quem EMINEN- 
TISSIMI ODESCALCHI noflri olìm AR- 
CHIEPISCOPI OPTIMI, nos conieceratj cegri* 
tudinis vi coarta abdicatio , TE SUCCESSORE y 
in l^titiam ac fpem duratura felicitatis revoca- 
mur , id pra cateris expeSiantes , ut Sacra Regia- 
que Poteflatihus una confpirantibus , nullo Trinci- 
patus detrimento y farta teóìaque fit Pietas ac Reli- 
gioyipfaque Ju/ìitiafentiat adjutricem eariim opem 
in publicam utilitatem . 

Sacra igitur hac jEdes fit Templmn Chriflta- 
na Pacis : Hac Ara fit Ara CONCORDILE 
Sacerdotium inter CS Imperhim ; Itaque AUGU- 
STISSIMUM C a: SAREM {quem DEUS 
QPT. MAX. diu fofpitet) tuendee atque augen- 
da Religionis fiudiofijjimum , ufi Nos Tua 
Pietatis ^ Jufiitia amulos confiantifiime pollice- 
mur ; TIBI inter ea , quod maximum efl , votis 
publicis ominamur . 

A quefte eipreflloni rifpofe il Porporato Pa- 
ftore co’ feguenti fenfi : 


Luca- 


8 / 

L Uculentiffima bac publica gratulaùonis , ac 
efftife certatim latitile argumenta , quibus 
uiiiverfi Cives y Primores P'iri , Excelfi Ordines^ 
Senatus prafertim ^mplijjtmus , atque inflar om- 
nium Clarijfimus , difertiffimufflue Orator me ad 
facram hanc Sedetn primo venientem peramanter 
excipiunt , non fìngularem modo benevolentiam a 
' me pire poflulant , quam certe defiderari non pa- 
ttar , fed potijjìmum facri muneris ftrenue obeundi 
me admonent , cam Populorum obfequia Paftoribus 
ad omne virtutum genus impigre excolendum ma- 
ximo femper e/fe confueverint incitamento . Faxint 
itaque SanStiffimi Antìflites quotqmt bujus Eccle- 
fiee regimini olim prafuere , ac etiamnum e Cesio 
advigilant , ut fufeepta Provincice amplitudini, 
fanbiitati bene ,cumulateque refpondere valeam, 
& BENEDICTI ODESCALCHI , CARDI- 
NALIS AMPLISSIMI , qui me tempore, ^ 
exemplo anteivit , quemque ego femper pra oculis , 
atque in fimi geflabo , vigilantiam , fapientiam , 
cbaritatem,caterafque paflorales virtutes imitari. 
Sed potijjìmum erigit me in fpem maximam , 0T 
alacri animo effe jubet perfpeéia jantdudum Au- 
gu/ìijjìmi Imperatori! in me , Fratremque meum, 
ac totam Familiam Cce farea fané munificentia , at- 
que illa inprimi s Aujìriaco Nomini , bareditario 
voluti jure infìta Religio , ac Ortbodoxa rei cura : 
tneque etiam SapientiJJimorum Magijìratuum in 
univerfe bujus Provincia felicitatem naviter in- 

cumben- 


S6 

cumbentìum folertia , atque integritas magnopere 
confirmat . Quamobrem optatijjìmayjumndiffima- 
que utriufque Poteflatis in divinis , ^ humanis 
rebus bene gerendis confenfione fretus , quantum 
poterà , divina ope contendam , ut Populi ipfa mibi 
vita cariores , non fblum propter iram , fèd prop- 
ttT confcìtntì^myquod ji^poftohis ait (’^) Poteftati- 
bus fublimioribus fubditos nitro Je prceheant ^ 
fìmulque Deum Optimum Maximum , a quo au- 
éìoritas omnis profitta efl , timeant , ^ ex animo 
venerentur . 

Intuonatofi pofcia nella parte dell’ Evangelio 
il TeDeum da Monfìgnor Diacono Ebdomadario , 
mentre queft’ Inno dolciffimo era alternatamente 
cantato da Mufici Cori , portaronfì a dare il bacio 
di pace all’ Eminenza Sua i Monfignori Vefcovi , 
Vicario Generale, Dignità, e Canonici Ordinar), i 
Capi d’Ordine de’ Benefiziati, Propofti delle Bafì- 
liche,e Collegiate, il Senato Eccellenti filmo, i due 
Magiftrati, i Signori del Configlio Generale, e Trir 
brinale di Provvifione , il Collegio de’ Signori Cava-* 
lieri, Giudici, e Conti, la Famiglia Confalonieri* 

Reftava a darfi per compimento della lolen- 
nità la Paftorale Benedizione; premelTa dunque 
la Sallenda ad onore della Gran VERGIIN E tito- 
lare del Tempio , che a vicenda cantarono i Let- 
tori , e Mazzeconici , dopo detta l’Orazione in ofi 
fequio della medefìma fiali l’Eminentiffimo i gra- 
dini . 


1 *) ad Rom. Xiu, 


dini deir AI tare, da dove Benedice il Popolo fpet- 
tatore , al quale fu da Monfignor Arciprete pub- 
blicata rindulgenza di cento giorni ; veftì pofcia 
fbtto al Trono la Cappa Magna , e trattenutcfi 
di poi ad orare fui Faldiftorio , 11 levò per con- 
durli ai fuoi Appartamenti . 

Dilcefo da’ primi tre gradini verlò il Coro 
Senatorio compì con chi fuppliva le veci del 
SIg. Gran Cancelliere , co’ Signori Prelldenti , e 
col Sig. Vicario di Provvillone (che ivi 11 trova- 
rono, avvilati dal Sig. Maellro delle Ceremonie) ; 
rele loro con gentilillime elpreffioni le grazie , e 
licenziatoli dopo che erano andati avanti i Che- 
rici del Seminario , la fua Famiglia Nobile , gran 
ftuolo di Nobiltà , i Mazzeconici , Notaj , l’Aju- 
tante di Camera con la Mazza , un Notajo colla 
Croce Arcivelcovile , ed il Capitolo in abito Co- 
rale , in mezzo de’ Monlignori Arcidiacono, Dia- 
cono , Arciprete , e Signori Confalonieri , fegui- 
tato da’ Monlignori Velcovi , Vicario Generale , 
e dai Lettori nel fuddetto abito , li portò per la 
firada Ibtterranea al fuo Arcivelcovile Palazzo , 
ove poi li prelentarono a riverire TEminenza Sua 
gli Ufficiali delle Guardie , che l’avevano lèrvita 
in quel giorno , accolti con Angolare gentilezza , e 
licenziati con decente regalo , e grolTa mancia per 
le Guardie . 

Non terminarono però in quefla memorabile 
giornata i tributi d’ollequio all’ Eminentiffirao 
Pallore • Nel 


88 

Nel giorne 1 7. Maggio Solennità di Penté- 
cofte , in occafione della fua prima Gran MelTa 
Pontificale fè gli diedero altre onorevoli dimo- 
ilrazioni • Intervennero rEccellentiffimo Senato, 
i due Illuftriffimi Magiftrati , rEccellentiffimo 
Tribunale di Provvifione , rilluftriffimo Collegio 
de’ Giureconfulti , la Famiglia Gonfalonieri , il 
maggior numero , per non dir tutta la Nobiltà di 
Milano colla pompa di veftimenta di maggior gala, 
e gli porfero da lavare le mani i Signori Conte 
Don Giorgio Rainoldi , Marchefe Don Girolamo 
Ferreri , Marchefe Don Giacomo Fagnano, Con- 
te Don Giufeppe Vifconti , Conte Don Antonio 
Pietrafànta , Marchefe Don Teodoro AlefTandro 
Trivulzio , tutti Decurioni a queflo fine delegati 
dall’ Eccellentiffimo Generale Configlio , a’ quali 
era affegnata una banca con Tapeto rofTo , e fei 
Cufcini uguali entro il Presbiterio dalla parte 
deir Epiftola . 

Andò inoltre rEccellentiffimo Tribunale di 
Provvifione alli 21. dello flefTo mefe a congratu- 
larfi con cfTo lui ne’ fuoi Appartamenti , ricevuto 
al piè delle Scale dalla Famiglia Nobile , e da Sua 
Eminenza fuori della porca , per cui dall’ antica- 
mera fi efce nella Sala de’ Staffieri , ed accompa- 
gnato fino alla Camera dell’ udienza , ove feduti , 
e coperti i Signori del Tribunale fuddetto , colla 
voce , e mirabile eloquenza del Sig. Vicario Don 
Alberto Vifconti d’Aragona, fra 1 altre efpreffioni 

alficu- 


89 

afficuraronò il Signor Cardinale , che non cefferà 
mai quella Metropoli dall' efaltare gli eccelfi di 
lui meriti , e dargli , in ogni oceafione , le riprove 
del fuo coftantiflìmo rilpetto . 

Vollero ancora i Signori Gonfalonieri viep^ 
più palefarfi con un nuovo contraflegno della., 
loro Indole generofa , e fu quello di dare a Sua 
Eminenza in dono la fuccennata Ghinea, nell* 
atto di rinnovarle , pochi giorni dopo i loro com- 
plimenti nell’ Arci vefcovato ; dono che ben meri- 
tò il Angolare gradimento del Signor Cardinale 
Arciveicovo , come lo meritò il gran decoro , con 
cui effi anno fbftenuta la defcritta nobiliffima 
funzione , avendolo Sua Eminenza manifeAato 
anche col fare al Sig. Conte QueAore Don An- 
sberto il belliAimo preziofo regalo di un CriAo 
alla Colonna, con due Manigoldi, fbpra magniAco 
piedeAallo , tutto di bronzo antico , a maraviglia 
lavorato, ed ornato di vaga medaglia d’argento, 
che rapprelenta l’infegna di fua onorevoli Aima 
Famiglia . 

Sono Analmente inceifanti le preghiere di 
tutto il Pubblico, e gl’intenA miei voti, acciocché 
l’ALTISSIMO pel vantaggio della Chiefà , per 
la gloria di quella Metropoli voglia lungamente 
conlérvare un così quali Acato PaAore , che fra 
le ammirevoli fue prerogative à manifeAato un 
elemplare divozione alla Gran Vergine in con- 
giuntura maAime della folenne di lei Corona- 

M zione 


9 © 

jsione fegtiita alli y. dello fcorfo Luglio nel 
celebre Santuario del Sacro Monte fopra Va- 
refe ; funzione per tutte le circoftanze mara- 
vigliofa , e magnifica , a cui l’Eminenza Sua^ 
febben cagionevole à voluto intervenire , per ac- 
creicervi , colla prefènza fua , ornamento , e 
iplendore . ' 



SOM- 



SOMMARIO* 

E Ncom] del Sig» Cardinale Erba Odef calchi y e fua 
rtfoluzione di rinunciare l* «Arcivef covile Go- 
verno fot* I * feg* 

Breve di Sua Santità in rifpofla alla di lui iftanza 3 e ftg. 
Contenuto di un altro Breve Pontificio diretto alle cin-- 
Que Dignità della Metropolitana y e loro applicazione 
al Procejfo 5 

Deputazione del Signor Mar chef e Don Emilio T^if conti 
alt tAmbafcerìa di Roma per reiezione di un nuovo 
^rcivefcovo 6 

Ordini dati dalf Eccellentijfimo Generale Configlio per 

la fpedizione di diverfe lettere alla Corte di Roma 7 

Lettera della Città a Sua Beatitudine 8 

Breve di Sua Santità in rifpofla ^ 

Partenza del Sig. Mar chef e •Ambafciadore a Roma io 

^Accoglimenti fattigli nel fuo arrivo 1 1 

Sua pubblica Comparfa y prima andata a Palazzo y e 

ricevimento Il efeg. 

Lettera della Città da lui prefentata al Beatijfimo Padre 15^ feg* 
Ujficj p affati dal Sig. •Amhafciadore a molti Signori 

Cardinali ij 

Elezione di Monfignor Stampa in zArcivef :ovo di Milano 19 

Lettera del nuovo Sig. tArcivefcovo alla Città 20 e feg. 

Breve di Sua Santità al Generale Configlio 22 

Fefle fatte per la nuova elezione 23 ^ fegm 

Lettera di pubblico ringraziamento a Sua Beatitudine 25 

Pubblicazione di Monfignor nuovo aArcivefcovo fatta 
nel Concifloro 25 

Seconda andata a Palazzo del Sig. •Ambafciadore 27 

Breve di Sua Santità in rifpofla alla lettera di Ringra^ ) 
ziamento ) 

Iflanza per la promozione del Sig. %Arcivefcovo alla Sa* ) 18 

era Porpora ) 

Iftfite del Sacro Collegio reciproche ) 

M 2 Terza 


Ter%a anàatà a Palazzo fatta dal Sig, ^mhafctadore ) 
per accomiatar Jl ) 

Doni fatti da Sua Santità al Signor Mar chef e % 4 mba- ) 
fciadore ) 

Sua partenza da Roma 

Lettera Paflorale di Monjtgnor IlluJlriJJìmo tArcivefco^ 
^.vo Stampa 31 

oAltra di lui lettera alla Città per avvifo del fuo prof 
fimo arrivo 39 

Delegazione de Cavalieri per accoglierlo ai Confini ) 

dello Stato , e per far difporre gli apparati del ) 
dilui ricevimento in Milano ) 

Privilegio deW Eccellentijfima Cafa Sor bellona ) 

Jfianze per movere la Cefarea Protezione a proccurare) 
a Monfignor oArcivefcovo il Cappello Cardinalizio ) 
Dilui promozione alla Sacra Porpora ) 

Encomj di molti Perfonaggi dell* Infigne Famiglia^ 
Stampa 43 

Fefle fatte per la fuddetta Promozione 47 

Lettera della Città per rendimento di grazie a Sua 
Beatitudine 48 

•Altra per fimile Ufficio umiliata a S. M, C. C, 49 

Breve Pontificio in rifpofia 
Lettera di Sua Maefià pure in rifpofia 
Funzione di dare la Berretta Cardinalizia al novello 
Porporato fatta dall* Eminenti (fimo Borromeo 53 

•Andata di Sua Eminenza allo Spedaletto per Vlngreffo 
in Lodi 

Suo ingreff ^ ed accoglimenti in detta Città 
Illuminazioni ivi fatte , ed altre fefie , e formalità in 
•tal circofianza 

Complimenti fatti pure colà da' Signori Delegati di Mi- 
lano y e da diverfi Corpi , e Signori Confalonieri 58 
Partenza dell* Eminentijfimo da Lodi 9 e fua dimora in 
Chiaravalle 

Preparamenti per la venuta a Milano della Serenijfima 
Signora •Arciducheff' 2 Primogenita deir%AugufiiJfimo 

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Padrone , e di lei Reale Corteggio 
xiArrivo della mede/ima 

Pubbliche dimoftr azioni d'allegrezza y ed ojf fquio in) 
tale occafione ) 

Arrivo di S.ttA. R» il Sig. Gran Duca di lei Spofo , e) 6 ^ e 

del SereniJJtmo Sig. Principe Don Carlo di Lorena ) 
Partenza da Milano de* Reali Personaggi ) 

Defcrizione delli due circhi eretti per Vingrejfo di Sua 
Eminenza <SS e 

apparato del Duomo 9 e di lui facciata 
itArrivo di fei F'efcovi al Corteggio di Sua Eminenza ) ^ 
Rapprejent azioni della Dottrina Criftiana ) ^ 

Complimenti fatti a Sua Eminenza nel Convento di 
Sant* Euflorgio 72 

Defcrizione del magnifico accompagnamento alla Me^ 
tropolitana 74 

Ceremoniale nel riceverlo fu la Porta del Duomo 80 
Poffeffo dato al Sig. Cardinale sArcivefcovo da* Signori 
Gonfalonieri 

Orazione di Complimento del Sig. Mar chef e Reggente 
Senatore Olivazzi 83 

•Altra dell* Eminenti (fitno in rifpofia 
•Atti fuccejfivi di formalità 
Dilui accompagnamento all' •Arcivef covile Palazzo 
Prima Gran Meffa di Sua Eminenza ) 

Delegazione di fei Cavalieri Decurioni a darle l'acqua ) 
Complimento fatto al Sig. Cardinale nell* •Arcivefcc/oile ) 
Palazzo dall* Eccellentiffimo Tribunale di Preyvvi^ ) 
fione ) 

Dono della Ghinea fatto dà Signori Gonfalonieri a Sua ) 
Eminenza ) 

Ragguardevole regalo da lei fatto al Sig. Conte Que-- ) 
flore Don •Ansberto ) 

Solenne Coronazione di Maria Vergine nel Santuario 
del Sacro Monte fopra Varefe y fatta dal Sig. Car^ 
dinaie %Arcivefcovo 


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■Ulti:!-,., 

ÈACEM CHEISTIANIS CSJ^STANTINU’S ET LIGI. 
lGAROLU^ CAIET. CABD.ARCHIEP.PUBLICAM^ECUBr 


iumiM.IU.'i 


mii liiiijiiiiii ij 


iill 


i^'i'toitiuf Quadri US In . ei del 


C-L Poer tlculp- 


AlLl ECC"' SIG^' VICARIO E SEMNTA DECURIONI DELLA CITTA DI MILANO 

Archi di trionfo , che detti' CcceT^h. alTj^r si fecero ,^er acoglA&re con ma^nifcenzcl- ctittica Romana il Porporedo nostro Arciz 

uescouo EM:^° STAMPA, ritornano a far compar m sd cjueHi fogli per jermre di glorioso tectwiomo cdlaCramdeza, e dd vostro amno 
e, fi questa insigne Metropoli . LeVirtd, con cui pretendeste di conÀsruepnare ii merito di qud sacro Prvnc ipe, sono te medesime che in uoi lisplendono 
ed io in .dedicarli alle ECCT U. altro non pretendo, che di eierncLm,e la memorici, co quéUostesso augusto trofeo, cheuoi clneqnajteÀnstemecolmiopp dseq. 

^ Muti! p' Maggio njg. Aiitonia Quadrio IngS'^ C. 




Rasoio caittano stampa^ 

^fAuciriomMo PATWf’AMAvnawqjc 
.jffyovmajtuffOhnTmucksiDt w 
P£S iMlLUMyMWaAMnCSWVM T 

mrVffCTVS MVMISIFUJ 
*.T».VJCAErUlNTTR LECATIONf CONFICTA 
' DOriClUUAlNExmiKMSSrAl ^FI 
SCliSURVMETSACROilUMOMUNV’ CAVjlS 
AOM1J41STI1ATA nOUtNCIA 
ln-OfTATUJlMO AnUERTTV 
VATRUt FILICITATEM IMFLEUntlT 
PRAfECTUS ET IWC7DECIMU1RI 
EXDEC.nC rAClVNPUM CVMBVNT. 


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c4ntonivj<^ae/fitÀf In.ol deli, nsf 


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oArco erretto c/aila CCtta dioÀ4itano sopra. Ia<J\axzct de^l^jOiiorno per leu-ottenne 
entrain deli' CARLO GAETAMÓ STAMPA I cAnno MDCC^XXÌX . 





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